Foto dall'Isola (Ecologica)

La situazione emergenziale dei rifiuti a Trani

SVEGLIA TRANESI, STANNO DISTRUGGENDO AMET

Il silenzio del nuovo Amministratore Delegato di AMET

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28 ago 2016

M5S Trani ha incontrato l'Assessore ai LL PP: il resoconto



Nei giorni scorsi il Movimento 5 Stelle Trani ha incontrato l'Assessore Capone per fare il punto della situazione su alcune questioni attinenti i lavori pubblici a Trani.

Ci siamo confrontati a lungo sullo stato di fatto e sulle programmazioni, ricevendo parte delle informazioni che avevamo richiesto mediante interrogazioni alle quali non avevamo avuto risposta, ed abbiamo contestualmente avanzato alcune proposte.

Cominciamo dalla questione del passaggio a livello di Via Corato, sulla quale siamo pressanti da tempo insieme ai cittadini del Quartiere Stadio.
Ricordiamo che, per l'opera di spostamento dei sottoservizi non ancora partita, da gennaio 2014 i Tranesi stanno pagando una rata semestrale di 93.000 euro per il mutuo contratto con Cassa Depositi e Prestiti.
Finalmente è giunto il parere favorevole anche di Telecom al progetto definitivo di spostamento dei sottoservizi.
La redazione dell'esecutivo, inclusa nell'incarico affidato 15 anni or sono ai due tecnici che hanno già presentato il definitivo, appare imminente, salva la pronta soluzione di questioni legate al riconoscimento economico ai due progettisti delle consulenze prestate nel corso degli anni (costi non concordati in precedenza).
L'opera consisterà in un sottopasso veicolare ad una corsia e pedonale su un solo lato, con un marciapiedi di 2 metri.
Al momento non vi possono essere certezze sui tempi di realizzazione; di sicuro sono previsti due cantieri: il primo per lo spostamento dei sottoservizi ed il secondo per la realizzazione del tunnel del sottopasso con relativi servizi.
L'incertezza sui tempi di completamento dell'opera dipendono da due elementi.
n primis mancano le indagini geognostiche che devono essere effettuate prima della redazione del progetto esecutivo e che permetteranno di conoscere con certezza la consistenza del terreno sottostante e di conseguenza le modifiche da apportare all'importo del progetto ed ai tempi di spostamento dei sottoservizi.
In secondo luogo l'incertezza sui tempi di consegna riguarderà RFI (Rete Ferroviaria Italiana) perché i lavori di realizzazione del tunnel dovranno coordinarsi con le esigenze di traffico ferroviario su quelle linee.
Proprio per i tempi, per forza di cose lunghi e al momento anche poco certi, abbiamo proposto di concentrarsi parallelamente sulla viabilità futura di quell'area.
In proposito abbiamo ricordato che Trani non è dotata di un Piano Urbano del Traffico aggiornato: l'articolo 36 del C.d.S. ne rende obbligatorio l'aggiornamento ogni due anni e quello approvato a Trani è datato aprile 2010 ed è stato redatto nel 2008.
Al momento il progetto prevede il sottopasso veicolare in uscita dalla Città, con un conseguente interessamento delle aree adiacenti: uno studio analitico della situazione attuale permetterebbe di prevedere meglio l'impatto del sottopasso sulla viabilità cittadina.
Infine si dovrà procedere ad un aggiornamento dell’accordo con RFI perché antecedente al progetto definitivo approvato.
Abbiamo pertanto invitato l'Amministrazione ad utilizzare quell'incontro con RFI per sondare la possibilità di cessione dell’area dismessa della Stazione, programmando una riqualificazione che possa interessare anche il progetto di ampliamento del sottopasso ferroviario esistente e di abbattimento delle barriere architettoniche, naturalmente affrontando in modo puntuale gli aspetti tecnici ed economici.

Altra questione sulla quale ci siamo soffermati, invitando l'Assessore a considerarla una priorità assoluta, è l’alto rischio idrogeologico che interessa anche e soprattutto una vasta area del Quartiere Pozzo Piano.
Il 15 luglio avevamo inoltrato una interrogazione in proposito (a cui non abbiamo ricevuto risposta) per segnalare la presenza di fondi in Regione per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. L’Assessore ha accertato che vi sono stati diversi avvisi rivolti al Comune da parte della Regione da luglio 2015 ad ottobre 2015, ma poiché sprovvisti di progetto preliminare non si è potuto procedere ad oggi alla richiesta di tali fondi; inoltre l’Assessore ha evidenziato il fatto che, non avendo all’interno dell’ufficio tecnico le competenze per poter procedere alla progettazione, queste andrebbero esternalizzate; pertanto andrebbero collocate all’interno di una valutazione globale degli interventi necessari alla Città e dei costi da sostenere per ciascun intervento.
Trovandoci su questo punto in accordo con l’Assessore, gli abbiamo suggerito di modulare le priorità sulla base di eventuali fondi già disponibili (come in questo caso) e sui potenziali danni a persone e cose dovuti ad un mancato e tempestivo intervento dell’Amministrazione.

Sempre in merito al Quartiere Pozzo Piano, ci siamo confrontati in dettaglio sulla strettoia che congestiona il traffico veicolare e inibisce il passaggio pedonale e che a nostro avviso, stante il vincolo sul muro di Villa Telesio, può vedere un'unica soluzione: l'esproprio di parte dell'area privata per pubblica utilità e quindi l'allargamento della carreggiata.
L'Assessore Capone è del medesimo avviso e intende avviare al più presto l'iter amministrativo.
Il primo passo, ci ha assicurato, sarà verificare se esiste un progetto di allargamento della strada; questo perché l'espropriazione può avvenire solo dopo l'approvazione in Consiglio Comunale del progetto.
Al contempo andremo a fondo sulle motivazioni addotte dalla precedente Amministrazione per non procedere con l'opera, ovvero il vincolo idrogeologico che interessa quell'area (e di cui abbiamo appena parlato) e per il quale l'Autorità di bacino negherebbe le autorizzazioni.
Abbiamo di conseguenza concordato un aggiornamento sul punto proprio dopo tale verifica.

Restando in tema di strettoie: quella di via Duchessa D'Andria, recentemente interessata da lavori che hanno visto la realizzazione di una rotonda e l'installazione di un semaforo, deve vedere al più presto una soluzione.
Al momento l'Amministrazione non appare impegnata su questo fronte e l’assessore non ha saputo dare spiegazioni in merito al fatto che non si è proceduto all’esproprio per pubblica utilità della parte di terreno privato, evidenziando le condivisibili difficoltà legate alla carenza di personale tecnico interno ed alla carenza di fondi; in tal caso abbiamo suggerito di perseguire anche l'ipotesi di una concertazione con il Ministero della Difesa per ottenere parte dell'area della cosiddetta "polveriera", ovvero il poligono militare che potrebbe tranquillamente mantenere la propria funzionalità con uno spazio leggermente ridotto.
Anche lì, qualora non vi sia, sarebbe opportuno avviare una progettazione di massima, sia per avviare un tavolo tecnico con il Ministero che per l'accesso ad eventuali finanziamenti.

Abbiamo infine sollecitato l'apertura di Via Caposele, arteria secondaria tra Via Pola e Via Gisotti interrotta a metà da un'area privata.
Su questo l'Assessore non è andato al di là di una sommaria disponibilità ma, ribadendo la penuria di personale, non ha potuto darci rassicurazioni in merito; ci siamo dunque offerti di supportarlo, insieme ai nostri attivisti, nelle indagini ricognitive.

Antonella Papagni e Luisa Di Lernia
Portavoce M5S Trani

15 giu 2016

Come si sta bene a Trani!


In attesa che il socio unico, cioè il Sindaco in rappresentanza dei cittadini tranesi, approvi il bilancio 2015, su AMET ci sono solo buio e silenzio.
Ricordiamolo: più di un anno fa questa Amministrazione ha ottenuto la maggioranza dei voti promettendo ai tranesi trasparenza.
Noi affermiamo senza tema di smentita che la trasparenza non c'è mai stata.

A partire dalla scelta del nuovo Amministratore Delegato, definita dal Sindaco come nomina tecnica e non politica, finora incapace di rivolgere una sola parola alla Città per spiegare quali siano i suoi intendimenti in merito alle quattro aree operative di AMET: energia, trasporti, parcheggi e darsena.
Davvero non ha nulla da dichiarare?
Davvero non ha un'idea sul futuro della nostra partecipata?
Davvero i suoi datori di lavoro, cioè i tranesi, non meritano una sua analisi della situazione con relative soluzioni?
Invitiamo allora il Presidente di AMET, Dott. Pappolla, a riferire alla cittadinanza quanto sta accadendo all'interno dell'azienda e quali scenari futuri ci attendono.
Intanto ringraziamo il Sindaco per aver individuato nel Dott. Danisi un altro campione.
Della tecnica, s'intende.
Così tanto tecnico che ha subito caricato sui tranesi un altro costo "ad personam": un consulente legale al suo servizio a 1.150 euro mensili.
Ma per fare che?

E ancora: è stata bandita una gara per la ricerca di un'azienda che si occupi della redazione del Piano Industriale 2016-2021 finalizzato al conseguimento degli obiettivi definiti dal Socio Unico nel Piano di Razionalizzazione approvato dalla Giunta il 31 dicembre 2015.
In merito a tale operazione dobbiamo rilevare alcuni macroscopici errori, riassumibili in tre punti.
Punto 1: l'importo a base d'asta di 39.000 euro più iva appare incredibilmente spropositato rispetto a quanto previsto dal precedente Consiglio di Amministrazione che, dopo aver bandito una gara a 18.000 euro, l'aveva revocata perchè si era accorto di poter accedere al medesimo servizio utilizzando la Confservizi Puglia ad un prezzo persino più basso (16.500 euro).
Punto 2: un Piano Industriale che si basa sull'attuale Piano di Razionalizzazione va chiaramente verso la dismissione di trasporti, parcheggi e darsena. Addirittura si motiva tale intenzione scrivendo nel Piano che "si è verificata una distrazione dal core business di AMET... Difatti il servizio dei trasporti, quello dei parcheggi e quello della Darsena evidenziano un risultato discendente". Affermazione che non trova però riscontro nei numeri: ogni singolo settore non riporta perdite e, se anche così fosse, ci sarebbero da adottare numerose misure di rilancio che questa Amministrazione, come le passate, non ha adottato. Basti pensare che definiscono i parcheggi come una start-up ma gli assegnano risultati discendenti: se sono una start-up come diavolo fanno a registrare risultati in calo?
Punto 3: il medesimo Piano di Razionalizzazione delle partecipate, che addirittura ora costituirà base di lavoro per il Piano Industriale di AMET, è stato approvato solo dalla Giunta! Perchè non è stato portato in Consiglio Comunale per essere discusso, confrontato, integrato e quindi approvato? Come al solito l'Amministrazione si contraddice dichiarando a pagina 2 che "il documento non è sicuramente esaustivo ed è aperto alle riflessioni e ai contributi non solo degli addetti ai lavori, ma anche della città tutta quale condivisione di una strategia di rilancio della città". Ma quale condivisione? Qui si sono approvati in Giunta questo piano di dismissione delle partecipate senza interpellare noi cittadini e ora ci prendono dalle tasche anche il denaro per pagare i professionisti che eseguiranno questo Piano!

Ma purtroppo non c'è solo lo sperpero, c'è anche la perdita di business per la Nostra Azienda, vedasi trasporto disabili e varchi elettronici al Porto.

Il trasporto disabili da e per i centri riabilitativi, previo bando, è sempre stato affidato dalla ASL ad AMET, ma nel 2015 la ASL decide di mutare le condizioni e di accorpare il servizio per le città di Trani e di Bisceglie; di conseguenza AMET, che non può operare al di fuori del territorio comunale, non vi partecipa.
Inizialmente avevamo pensato che avevano accorpato anche altre città, e invece no, per il resto vi erano lotti per ogni singolo comune (uno per Andria, uno per Barletta, uno per Corato...).
Qualcuno da Trani è andato a farsi sentire in Direzione ASL per l'assurdità di questa pensata che, oltre a sottrarre il servizio ad un'azienda partecipata, è costata 50.000 euro in più?

Seconda occasione persa: i varchi elettronici al Porto. Per quale dannato motivo non si è chiesto il coinvolgimento di AMET? Perchè non è stata interpellata la Nostra Azienda per quel progetto e per quei lavori? Sa l'Assessore De Michele che la sua delega alla viabilità deve andare in stretta sinergia con l'azienda partecipata che si occupa di trasporti e parcheggi? Sa l'Assessore Lignola che la sua delega ai rapporti con l'Amet SpA deve essere giustificata da una qualche azione e non rimanere un titolo onorifico?

Su AMET ci rivediamo alla pubblicazione del bilancio, intanto un saluto affettuoso al Dott. Danisi: come si sta bene a Trani!

Antonella Papagni e Luisa Di Lernia
Portavoce M5S Trani

18 mag 2016

A Trani il sistema di videosorveglianza è spento!

Ieri abbiamo provveduto ad inoltrare una segnalazione sul tema della sicurezza al Ministro dell'Interno, al Presidente della Provincia, al Questore ed al Prefetto chiedendo di verificare i motivi per cui il sistema di videosorveglianza affidato al Commissariato di Polizia di Trani sia spento.
Almeno da agosto 2015, periodo in cui ricevevamo le prime segnalazioni in merito, abbiamo allertato gli organi preposti, rivolgendoci poi al Ministero ed alla Prefettura a gennaio 2016.

Non ci siamo arresi alle flebili rassicurazioni di rito ed abbiamo indagato sulle cause, scontrandoci anche in questo caso con la fiera dell'ovvio: non ci sono fondi sufficienti per esperire un bando di gara e provvedere all'affidamento del servizio di manutenzione; persino la più banale assistenza non viene più fornita dalle aziende, legittimamente decise a non intervenire senza un regolare affidamento ed una preventiva copertura finanziaria.

Almeno 15 telecamere, distribuite per il centro abitato, sono inattive da mesi e portano, a nostro avviso, perlomeno due effettivi negativi: l'impossibilità di acquisire immagini utili all'attività investigativa e la mancanza di un forte deterrente per la criminalità.

La situazione è da tempo insostenibile in Città, i reati di ogni tipo si susseguono senza sosta ed i cittadini avvertono un enorme senso di insicurezza, al punto che i sindacati di polizia hanno coraggiosamente ed apertamente denunciato l'immobilismo del Ministero degli Interni e l'assoluta mancanza di risposta sui territori: al di là del loro encomiabile impegno, alle donne ed agli uomini delle forze dell'ordine non si può chiedere di sostituirsi agli organi ministeriali e prefettizi.

Per di più, a quanto ci risulta, non stanno subendo il medesimo grave disservizio le città limitrofe; ne siamo contenti ma ci domandiamo: Trani fa parte della stessa Prefettura?

Chiediamo di intervenire immediatamente per porre rimedio ad una situazione che dura da quasi un anno e che è ormai diventata irritante ed oltremodo pericolosa.


Giuseppe D'Ambrosio – Camera dei Deputati
Grazia Di Bari – Consiglio Regionale Puglia
Luisa Di Lernia e Antonella Papagni – Consiglio Comunale Trani

1 mag 2016

Consiglio Comunale del 4 maggio: Ricapitalizzazione di AMIU


Mercoledì 4 maggio, alle ore 16:30, è convocato in seduta straordinaria ed urgente il Consiglio Comunale.
Unico punto all'ordine del giorno l'autorizzazione alla riduzione del capitale e alla ricapitalizzazione di AMIU mediante rinuncia ai crediti vantati dal Comune di Trani per oltre 4.219.732,48 euro e la cessione ad AMIU di due beni: l'isola ecologica (valore presunto 216.054,25 euro) e la ricicleria (valore presunto 3.019.708,36 euro).
Contestualmente si vuole deliberare l'autorizzazione ad emanare atto di indirizzo per la scissione dei rami servizi ed impianti entro fine anno, ed altro atto di indirizzo affinché il Comune si costituisca parte civile nei processi penali inerenti il disastro ambientale in discarica.

Pubblichiamo tutti gli atti ricevuti dalle nostre portavoce in Consiglio perché cittadini e giornalisti possano avere a disposizione tutte le informazioni necessarie.
Del resto i proclami di questa Amministrazione si stanno traducendo in una scarsissima trasparenza e nell'uso sistematico ed indiscriminato della convocazione d'urgenza dei consigli comunali, per di più con la convocazione improvvisa della Commissione Bilancio il cui parere non è richiesto nei casi di convocazione urgente del Consiglio Comunale.

Qui il link a tutta la documentazione.

15 apr 2016

PER IL SOTTOPASSO DI VIA DE ROBERTIS I TRANESI STANNO GIA' PAGANDO... CHE FINE HA FATTO?


Il passaggio a livello di Via De Robertis è da sempre un ostacolo alla serena vivibilità di una enorme area urbana che ospita oltre 12.000 cittadini, quel quartiere Stadio che sta provando, anche attraverso l'impegno del suo Comitato, di ottenere ascolto da ogni amministrazione.
Dopo decenni di immobilismo qualcosa si era mosso, al punto che noi tranesi ci siamo anche sobbarcati il pagamento di un mutuo, ma qualcosa negli ingranaggi si è nuovamente bloccato: cos'è successo?
Partiamo dai pochi dati certi.
Il 1° marzo 2001 veniva conferito dal Comune di Trani agli ingegneri Caruso e Romanelli l'incarico di progettare lo spostamento dei sottoservizi in corrispondenza del passaggio a livello di Via De Robertis in modo che poi Rete Ferroviaria Italiana potesse procedere alla realizzazione di un sottovia.
A seguito del parere negativo espresso dalla Soprintendenza in relazione al muro di Villa Bini, il progetto vide un blocco di ben 12 anni, perché solo il 13 novembre 2013 fu concessa l'approvazione definitiva.
Pertanto il 29 novembre 2013 è stata deliberata dal Consiglio Comunale la contrazione di un mutuo di 1.500.000 euro al tasso annuo del 4,46% (recentemente rinegoziato al 4,26%) per provvedere al pagamento dei lavori necessari allo spostamento dei sottoservizi, il cui progetto fu definitivamente approvato dalla Giunta Comunale il 17 dicembre 2013.

Ma in cosa consistono esattamente i lavori in questione?
Oltre alla progettazione, ai rilievi, agli oneri di sicurezza e alle imposte, le spese più consistenti riguardano la nuova sistemazione del muro di Villa Bini, ma soprattutto lo spostamento delle condotte di acqua, fogna bianca e fogna nera, dei cavi telefonici e di quelli elettrici e della rete gas.

Ciò significa che, affinché vi sia l'approvazione del progetto esecutivo, occorre l'acquisizione dei pareri specifici nella apposita Conferenza dei Servizi di cui fanno parte tutti i soggetti coinvolti.

A gennaio 2016 il Sindaco aveva formalmente invitato i soggetti coinvolti a procedere all'approvazione del progetto definitivo al fine di dare avvio alla successiva fase esecutiva.
Quale risultato ha avuto quel richiamo?
Nessuna notizia, anche a seguito di nostre precedenti interrogazioni, e pare che dell'ultima Conferenza di Servizi risalente al 1° febbraio non sia stato neanche redatto un verbale.

Per questi motivi, tramite una interrogazione ed un contestuale accesso agli atti, abbiamo chiesto spiegazioni: chi tra Rete Ferroviaria Italiana, Acquedotto Pugliese, Telecom, Amet e 21 Rete Gas non sta ottemperando a quanto previsto perché possano partire i lavori?

Da gennaio 2014 i cittadini di Trani stanno pagando una rata semestrale di 93.000 euro per il mutuo contratto con Cassa Depositi e Prestiti!
Sono passati due anni e 4 mesi da allora!

Come la prendereste se, avendo deciso di eseguire dei lavori in casa vostra e, dopo aver ottemperato a tutti gli obblighi di legge ed aver ottenuto le autorizzazioni, dopo aver pagato il progettista, dopo aver contratto un mutuo in banca per pagare i lavori, dopo aver cominciato a pagare le rate e gli interessi, gli operai non si presentassero per cominciare e non vi fornissero alcuna spiegazione? Andreste su tutte le furie o no?
Perché nel pubblico bisogna sempre lasciar andare tutto con leggerezza?
Perché dover sopportare questi inspiegabili ritardi?
Stiamo parlando della vivibilità di un intero quartiere, di cittadini che pagano le tasse come gli altri, compiono i propri doveri civici come gli altri. Perché non devono veder riconosciuti i propri diritti?

Vorremmo inoltre un incontro con il neo Assessore ai Lavori Pubblici in cui ci dia contezza di quanto sta accadendo perché si possa poi informare la cittadinanza.

Questa pratica del “paga e zitto” delle pubbliche amministrazioni e delle aziende privatizzate che forniscono servizi pubblici essenziali, deve finire.



Luisa Di Lernia
Portavoce Movimento 5 Stelle nel Consiglio Comunale di Trani