Foto dall'Isola (Ecologica)

La situazione emergenziale dei rifiuti a Trani

SVEGLIA TRANESI, STANNO DISTRUGGENDO AMET

Il silenzio del nuovo Amministratore Delegato di AMET

Video a 5 Stelle





10 nov 2019

NEANCHE ALL’INFERNO SENZA SANTI IN PARADISO

NEANCHE   ALL’INFERNO SENZA  SANTI IN PARADISO

Questa è la riflessione che ci viene riportata dai cittadini allorchè si imbattono nell’ufficio Anagrafe per il rinnovo della Carta d’identità. 
Il Comune di Trani è obbligato dal primo gennaio 2019 ad emettere la CIE Carta d’identità elettronica. 
La CIE a differenza della carta d’identità tradizionale è una tessera di forma rettangolare molto simile ad una carta di credito o alla patente. Ma non è soltanto l’aspetto ad essere cambiato: oltre ai dati anagrafici e alla foto in formato digitale, nella Carta d’Identità Elettronica sarà possibile inserire una serie di informazioni in più.
Il nuovo documento d’identità conterrà infatti anche il codice fiscale dell’intestatario, le impronte digitali e gli estremi dell’atto di nascita.
I cittadini che richiederanno il rilascio della CIE potranno inoltre aggiungere alla memoria del microchip elettronico anche la volontà di essere donatore di organi, la propria tessera elettorale e l’abilitazione all’utilizzo dei servizi della Pubblica Amministrazione mediante l’inserimento della propria firma digitale.
L’obiettivo, secondo il piano nazionale di e-government, è quello di trasformare la carta d’identità nello strumento di accesso telematico non solo dei servizi del proprio Comune ma di tutta la Pubblica Amministrazione.
Ma per richiedere la nuova carta d’identità si dovrà prendere un appuntamento attraverso internet collegandosi al portale per fissare la data in cui, previa presentazione del vecchio documento (se trattasi di rinnovo) e di foto tessera su supporto USB, si potrà richiedere l’emissione di una nuova carta.
Tutto molto all’avanguardia e diremmo quasi spettacolare ma a questo punto viene il bello. 
Abbiamo infatti ricevuto diverse segnalazioni che su prenotazioni fatte ai primi di novembre 2019 viene fissato l’appuntamento ai primi di marzo 2020 ossia 4 mesi.
Sembra quasi che ci sia una competizione tra chi gestisce la sanità pugliese e chi gestisce i servizi anagrafici del Comune di Trani  per quel che riguarda la durata dei tempi di attesa. Il nostro timore che, non prendendo nell’immediato gli opportuni provvedimenti, i tempi di attesa per un appuntamento con l’ufficio anagrafe saranno gli stessi se non in alcuni casi anche superiori per chi chiede un esame diagnostico o una visita specialistica tramite il CUP sanitario.
Non sappiamo per giunta se, per le persone che non hanno un'adeguata alfabetizzazione informatica, vedi ad esempio alcuni anziani, si fornisca un supporto per inoltrare la richiesta di prenotazione. 
Comprendiamo che il futuro va nella direzione della sempre maggior informatizzazione ma il presente impone un livello essenziale di servizi e di uffici accessibili e funzionali per il cittadino.
Interpellati gli uffici comunali ci è stato riferito che i ritardi derivano da una carenza di personale tanto che la prenotazione in Comune risulta sospesa e si chiede
ai cittadini di arrangiarsi da soli e, tramite internet, prenotarsi al link : agendacie.interno.gov.it. 

Riteniamo essere un servizio fondamentale il poter fornire al cittadino, in tempi ragionevoli, la carta d'identità o il suo 
rinnovo prima che  questa scada. Ossia gli stessi tempi in cui c'era ancora la tessera cartacea. 
Suggeriamo quindi, la destinazione di più personale a supporto di tutti gli uffici dell'anagrafe, che lamentano scadenze impellenti per fine anno,  e l'incremento di maggiori risorse a questo destinate.
Viene spontanea peró una domanda, ma non é che anche qui funziona come nella sanità pubblica? Ossia i tempi per i poveri cristi sono quelli sopra riportati  a meno che … tu non sia … in quel caso … come nella sanità… non c’è appuntamento che tenga. 
I disagi quindi per chi avrà i propri documenti d’identità in scadenza nei prossimi giorni saranno notevoli e in alcuni casi si potrebbe rischiare di non poter partire o comprare un biglietto aereo, pensiamo soprattutto a chi é costretto a viaggiare per motivi di salute o per lavoro, in quanto il proprio documento risulta scaduto e si costringerà i cittadini a rimanere “ostaggi” del proprio Comune per la cattiva gestione o la scarsa organizzazione. 
Ai cittadini invece, suggeriamo, al fine di evitare i disagi  e in attesa di tempi migliori, di prenotare con almeno 4 mesi di anticipo il rinnovo o l'emissione del documento. 
Lasciamo ai cittadini le loro personali considerazioni sperando che questa amministrazione prenda nell'immediato gli opportuni provvedimenti. 

I Portavoce del Movimento Cinque Stelle Trani 
Luisa Di Lernia  e Vito Branà

5 nov 2019

DOTTO' , UN CAFFE'?!

DOTTO', UN CAFFE'?!

Sono ormai diversi anni che i parcheggiatori abusivi prosperano ed hanno sotto controllo le zone più critiche e turistiche di Trani.

Ci riferiamo principalmente alle zone del Tribunale e del Castello di Trani, a Piazza Trieste, a Largo don Angelo Pastore  zona "terra rossa", a Viale Padre Pio  e Via  E. Fusco nei pressi del Comune.

L’Amet ha ultimamente istallato le colonnine per il pagamento del parcheggio anche in quelle zone per superare il problema dei mancati  ricavi dovuti alla mancanza di grattini.

Ci sono giunte segnalazioni, invece che proprio in quei luoghi della città l’illegalità regna sovrana e i parcheggiatori abusivi non hanno ceduto di un millimetro sia nelle ore diurne, quando come ad esempio nella zona del Tribunale  la piazza è frequentata da avvocati e altri utenti, sia nelle ore serali nelle quali quella zona diventa cruciale per la movida notturna.

Questi luoghi pare siano controllate da abusivi che  con modi “molto convincenti”, incassano dagli automobilisti il parcheggio riducendo così le  colonnine per il pagamento della sosta ad oggetti di arredo urbano.

Non ci stupiremmo inoltre se li stessi abusivi percepissero, indebitamente,
forme di sostegno del reddito come ad esempio il reddito di cittadinanza, il REI o l' ASpI.

Non comprendiamo quindi il motivo per il quale, ancora oggi, sembrerebbe consentito a chi viola la legge, di poter agire indisturbato provocando danni  e mancati introiti nelle casse comunali.

Non sono state adottate, in questi anni, politiche indirizzate all’incremento delle aree destinate ai parcheggi o, sarebbe stato ancora meglio, una riprogettazione del piano del traffico e delle aree di parcheggio. Oggi, sempre di più si avverte la necessità di recuperare il parcheggio sotterraneo di Piazza XX Settembre .

Anche i responsabili dell’Amet, gestore delle colonnine dei parcheggi,  potrebbero e secondo noi dovrebbero, attivarsi per segnalare la situazione  alle forze dell’ordine in quanto i soldi sottratti al pagamento regolare della sosta sono soldi sottratti alla nostra comunità.
A questo proposito  invitiamo il Comune di Trani  quale socio unico ad attivarsi per tutelare un interesse della collettività, soprattutto alla luce dei dati pubblicati relativi alla grossa mole di crediti, circa 10 milioni di euro non riscossi da Amet, relativi al servizio di fornitura dell’energia di passati esercizi.
Riteniamo infatti che  le scelte degli amministratori dovrebbero a nostro parere essere  orientate per perseguire tali interessi collettivi e non quelli dei singoli.

Abbiamo, in diversi nostri precedenti interventi, evidenziato come da parte di questa amministrazione non pare ci sia stata un' adeguata attenzione e vigilanza su chi, in barba alle norme di legge, commette abusi  a vantaggio proprio e in danno delle entrate comunali , del generale decoro urbano, e quindi in danno di tutti i cittadini onesti e rispettosi delle regole.

Invitiamo l’amministrazione comunale, anche se tardivamente, ad attuare tutte le azioni di competenza coordinandosi con la Prefettura, la Questura e le Forze dell’Ordine, affinché si possa eliminare questa situazione di abusivismo diffuso.
Siamo convinti che non agire a difesa della legalità, è paragonabile ad essere complici di un atto illegale e non vorremmo che i cittadini, quelli onesti, possano pensare questo relativamente a chi dovrebbe agire e stranamente non fa nulla al riguardo.
I portavoce del Movimento Cinque Stelle 
Luisa Di Lernia e Vito Branà