Foto dall'Isola (Ecologica)

La situazione emergenziale dei rifiuti a Trani

SVEGLIA TRANESI, STANNO DISTRUGGENDO AMET

Il silenzio del nuovo Amministratore Delegato di AMET

Video a 5 Stelle





21 ott 2019

LA BELLEZZA SALVERÀ IL MONDO


L’abusivismo no (L'Idiota - Dostoevskij)

Nonostante il nostro ultimo articolo andasse a sottolineare principalmente il manufatto sulla seconda spiaggia già avevamo fatto un sopralluogo sull’intero litorale per capire quante strutture ci fossero, per costruire la nostra interrogazione all’amministrazione sulla capacità di fare rispettare i termini degli accordi sulle concessioni demaniali.

Acqua di Coco

Acqua di Coco
Dalla nostra passeggiata sul lungomare abbiamo capito di dover approfondire le modalità con le quali vengono concessi spazi demaniali per capire come mai questa amministrazione preferisce sorvolare sul rispetto delle regole.
Aquae - Bella Venezia

Aquae - Bella Venezia
Abbiamo quindi studiato le disposizioni che regolano la concessione di spazi demaniali e in che modalità venga concesso agli occupanti l’installazione di chioschi, pedane, manufatti che, a parer nostro, dovrebbero essere esposti per il massimo di 180 giorni previsto dalla normativa paesaggistica.
Durante l’approfondimento abbiamo studiato l’articolo della legge di bilancio del 2018 (L. 145 del 30/12/2018) nel quale si definiscono le strutture mobili come immaginiamo sia il manufatto predetto e, probabilmente, tutti gli altri che pubblichiamo in coda a questo articolo.
Matinelle - Seconda spiaggia
Sono strutture mobili, secondo l’articolo di legge suddetto
l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore;
e fin qui sembrerebbe pure che rientrino, però ci sono le eccezioni, ovvero
ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore;
Barbayanne

Barbayanne
La nostra opinione che stiamo verificando è che queste alcune di queste strutture mobili siano abusive e come riportiamo nell’articolo qui (https://www.trani5stelle.it/2019/08/il-fine-giustifica-i-mezzi-e-il-cattivo.html) debbano essere soggette tutte al corretto controllo da parte dell’amministrazione, ogni anno a fine stagione, come previsto dalla norma paesaggistica per la
occupazione temporanea di suolo privato, pubblico, o di uso pubblico, mediante installazione di strutture o di manufatti semplicemente ancorati al suolo senza opere murarie o di fondazione per manifestazioni, spettacoli, eventi, o per esposizioni e vendita di merci, per un periodo superiore a 120 e non superiore a 180 giorni nell’anno solare.
Cacio e Pepe

Cala Colonna
In quell’articolo evidenziavamo dei comportamenti forse omissivi da parte dei responsabili del controllo nel rispetto delle regole.
Con curiosità e solerzia giriamo al sindaco, al dirigente e all'assessore preposto la nostra puntualizzazione affinché verifichino che per le varie concessioni ai privati in merito alla costruzione ed utilizzo di manufatti temporanei per la stagione estiva siano conformi a quanto autorizzato e che non ci siano abusi alla stessa stregua di quanto verificatosi sulla seconda spiaggia. A tal fine alleghiamo alcune foto degli esercizi pubblici da verificare.
Capo Colonna

Cristoforo Colombo

Il Garbino
Vogliamo che sia chiaro che la nostra azione non è contro gli esercenti ma a favore dell'intera cittadinanza e del rispetto delle regole.
Siamo certi che la salvaguardia del nostro patrimonio costiero e la bellezza del nostro litorale siano degli obiettivi a cui qualsiasi amministrazione e cittadino possa ambire. Ci stupiamo quindi delle possibili omissioni da parte dell'amministrazione che portano certamente a comportamenti di emulazione da parte di imprenditori che per il proprio tornaconto sono disposti a calpestare le norme e le prescrizioni in barba a quello che dovrebbe essere un patrimonio di tutti i cittadini la bellezza e la salvaguardia del paesaggio.

I portavoce M5S Trani
Luisa Di Lernia e Vito Branà
Il Vecchio e il Mare

Lido Colonna

Lido Mongelli

Pescaria

Pescaria

Salto dell'Acciuga
Tamarindo


Tamarindo

Versante Est

10 ott 2019

ABUSIVISMO E ARRIVISMO FANNO RIMA


Il manufatto sulla seconda spiaggia a Trani è ancora là e siamo già a ottobre inoltrato.

Nella concessione per la sua costruzione e su rassicurazioni del dirigente dell’area urbanistica del comune di Trani Arch. Gianferrini era previsto che quel manufatto sarebbe stato istallato per la stagione estiva e poi, a stagione conclusa, ossia entro il 30 settembre, demolito per riportare lo stato dei luoghi così com’era prima senza il manufatto.

La cooperativa assegnataria della concessione ha, o meglio aveva, l’obbligo di rimuovere il manufatto entro la fine del mese di settembre, ma come le immagini possono attestare il manufatto è sempre là con alcune  protezioni istallate da circa una ventina di giorni, che lasciano presumere che niente sarà rimosso e che tali protezioni serviranno  per preservarlo dalle intemperie meteoreologiche e dalla intrusione di persone ed  animali.

Cosa spinga questa amministrazione a non fare osservare quanto previsto facciamo fatica a comprenderlo.

Questo modo di gestire la cosa pubblica alla fine porta alla considerazione nella gente onesta che ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Ascoltiamo sempre più spesso lamentele di cittadini  scoraggiati e increduli rispetto al comportamento che quest’amministrazione ha nei confronti di chi commette abusi.

Ci sono situazioni in cui vi è il massimo e dovuto rigore nel far rispettare le disposizioni di legge e situazioni in cui invece pare si faccia finta di non vedere, di non sapere, di non conoscere.
La legalità dovrebbe esser un punto fondamentale  per chi amministra la cosa pubblica. Gli amministratori pubblici per deontologia professionale e moralità dovrebbero tenersi lontani da alcuni luoghi in cui ci sono abusi e poco rispetto delle regole.

E’ il caso di ricordare quanto successo qualche mese fa, in occasione della presentazione del programma musicale Battiti Live, avvenimento di rilevanza nazionale. Forse non tutti sanno che la conferenza stampa  di presentazione è stata tenuta, da parte del sindaco, di alcuni  membri della giunta e con la presenza anche di consiglieri comunali, in un luogo che pare sia abusivo.
Parliamo della costruzione sovrastante il tetto del Marè Resort di Trani. Gli uffici comunali  avrebbero dovuto, già da tempo, intimare il ripristino dello stato dei luoghi anche per un aspetto di sicurezza, considerando che, come a noi risulta,  nessuna attestazione di agibilità  è stata mai fatta.

Oggi rileviamo invece che di fronte ad un altro abuso annunciato nessuno si sia attivato per intimare il ripristino dello stato dei luoghi, e temiamo quindi che non si procederà nei prossimi giorni per la eliminazione del manufatto sulla seconda spiaggia.

Quale sarà il motivo di tale incuranza? Alle prossime elezioni comunali, vorremmo che tutti i cittadini onesti si interroghino sulla opportunità di dare il loro voto a questi amministratori della cosa pubblica.

I portavoce del Movimento 5 Stelle Trani
Luisa Di Lernia e Vito Branà



3 ott 2019

Il gioco d’azzardo e la dipendenza patologica c’è ancora tanto da fare.

Il gioco d’azzardo e  la dipendenza patologica c’è ancora tanto da fare.



Da poco sono stati pubblicati i dati sulla diffusione del gioco d’azzardo nel 2018 in Italia.

In questa triste e assurda graduatoria segnaliamo che Trani ha ottenuto un piccolo miglioramento nel 2018 rispetto ai dati del 2017 con una riduzione del 5% delle giocate .

I dati invece a livello nazionale indicano un volume complessivo della raccolta pari a 104,9 miliardi di questi la spesa per il gioco è stata pari a 18,6 miliardi, ottenuta sottraendo alla raccolta, le vincite ottenute nel 2018 pari a 86,3 miliardi dalla raccolta. Confrontando i dati con il 2017 c'é  stato piccolo miglioramento con una riduzione del 2% rispetto alla spesa del precedente anno.

La piaga della dipendenza patologica dal gioco d’azzardo necessita però di un impegno notevole sia a livello di normative nazionali sia a livello di contrasto con leggi e regolamenti locali (comunali e regionali).

Il business del gioco d’azzardo come risaputo è detenuto da società al cui interno spesso si trovano figure vicine al mondo della finanza, della politica e delle grosse lobby di potere che, sfruttando le loro influenze a livello politico, cercano di ostacolare i provvedimenti che si vorrebbero adottare per contrastare una piaga che incide molto sulle fasce sociali più deboli e che incide quindi sul bilancio dello stato in termini di maggior  spesa sanitaria per cercare di combattere e  questa patologia e le patologie collegate al gioco d'azzardo.

Notiamo che gli ostacoli ad una lotta efficace al gioco d'azzardo sono stati interposti anche da organismi statali  di espressione politica che dovrebbero, tra i loro compiti istituzionali, salvaguardare gli interessi e i diritti dei cittadini rispetto agli operatori del mercato. Parliamo dell'AGCOM che nell'adottare delle linee guida di attuazione del decreto denominato "dignita" ha in maniera evidente ostacolato quello che era l'intento della legge nazionale.

Ricordiamo che l’AGCOM è anche  l’organismo individuato per  comminare le sanzione a tutte quelle società che violano i divieti presenti nel “decreto dignità”  emanato dal primo governo Conte.

La piena efficacia del decreto con il divieto della pubblicità sul gioco d’azzardo si sarebbe dovuta avere da luglio del 2018, ma l’AGCOM, a seguito di consultazioni con le società concessionarie del gioco, ha emanato delle linee guida in cui vengono specificati gli ambiti  in cui è permessa la pubblicità del gioco d’azzardo in contrapposizione a quanto vuole  contrastare il decreto.

Per fare alcuni esempi per l’AGCOM non sono da considerarsi pubblicità le informazioni sulle quote, jackpot, probabilità di vincita, puntate minime ed eventuali bonus offerti, e inoltre non sono per l’AGCOM considerate pubblicità i cosiddetti “spazi quote” all'interno di programmi televisivi.
Altra modo di aggirare il divieto della pubblicità sul gioco d’azzardo è propagandare su internet tramite gli annunci a pagamento di Google le società con residenza non in Italia, per queste il divieto non vale.
Molte altre osservazioni e ostacoli ha posto l’AGCOM per l’attuazione del decreto dignità richiamando normative precedenti e riferimenti o orientamenti che sarebbero da considerarsi superati con le norme del decreto.

Ma oltre a questo,  un ulteriore ostacolo al contrasto alla ludopatia viene fornito dalla scarsa attenzione della politica locale. Solo in alcune città, che noi definiamo virtuose, risultano essere adottati regolamenti puntuali che disciplinano in modo preciso molti aspetti relativi alla localizzazione delle attività del gioco d’azzardo, agli orari di apertura e di chiusura, alle sanzioni pesanti in caso di violazioni delle norme e soprattutto di quelle che riguardano l’accesso nei locali del gioco d’azzardo e l’utilizzo delle macchine da parte di minori.
Tutta una serie di prescrizioni che là dove sono state emanate, hanno portato una notevole riduzione del gioco d’azzardo patologico.

Riteniamo che la Puglia e Trani in particolar modo non sia da considerarsi tra le città virtuose, e le nostre sollecitazioni all’assessore Di Lernia, ancora oggi rimaste inascoltate sono un segno tangibile che determinati regolamenti che disciplinano a livello locale il gioco d’azzardo  andrebbero a toccare interessi che la politica locale forse non ritiene giusto “disturbare”.

A  tal proposito invitiamo gli elettori e i lettori di Trani a rileggere quanto da noi già scritto nell’articolo pubblicato sul https://www.trani5stelle.it in data 17/02/2019  di cui potrete trovare il link di seguito:

https://www.trani5stelle.it/2019/02/una-goccia-nel-mare_17.html

I portavoce del Movimento Cinque Stelle Trani
           Luisa di Lernia e Vito Branà