Foto dall'Isola (Ecologica)

La situazione emergenziale dei rifiuti a Trani

SVEGLIA TRANESI, STANNO DISTRUGGENDO AMET

Il silenzio del nuovo Amministratore Delegato di AMET

Video a 5 Stelle





21 lug 2018

Ooops, l'abbiamo fatto di nuovo - Mozione Revoca Guadagnuolo

Il 19 giugno 2018 abbiamo rivolto interrogazione urgente al Sindaco su conferma della nomina dell’Ing. Guadagnolo ad A.U. di AMIU Spa in considerazione del fatto che, stando a notizie di stampa, il 13 giugno 2018 l’Ing. Guadagnolo è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Trani per la violazione dell’art. 640 del codice penale ipotizzando un reato di truffa nei confronti del Comune di Trani.

E’ bene ricordare che l’Ing. Guadagnolo è imputato in quanto, secondo l’accusa, non avrebbe redatto degli atti tecnici necessari per la soluzione di problematiche connesse alla mancata esecuzione di lavori della condotta sottomarina al servizio del depuratore comunale. Il professionista non avrebbe redatto quindi nessun atto ed avrebbe percepito illecitamente dal Comune un compenso di 11.000 euro.

I ben pensanti diranno che il rinvio a giudizio non è commissione di reato, peccato però che in data 27/12/2016 la Giunta Comunale ha adottato la Carta di Avviso pubblico (Codice etico della Buona politica) in cui all’art. 19, intitolato “Nomine interne e in enti, consorzi e società”, al secondo capoverso recita:
"L’amministratore non può conferire nomine o incarichi a soggetti rinviati a giudizio o sottoposti a misure di prevenzione personale e patrimoniale per reati di corruzione, concussione, criminalità organizzata e mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, voto di scambio ed altri delitti contro l’ordine pubblico – ad eccezione degli art. 414 n. 2 e 415 del codice penale -, estorsione, truffa,usura, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti ed altri gravi reati ambientali."

Tra l’altro, secondo notizie di stampa, il Comune di Trani, in quanto parte offesa, è costituito nel giudizio quale parte civile.
Orbene i 30 giorni previsti dal regolamento comunale come arco di tempo in cui il sindaco è tenuto a rispondere sono trascorsi ahinoi invano, ed anche questa, così come altre richieste da noi formulate, soprattutto se scomode, è rimasta inevasa.

Ma noi non molliamo e se ad azione non corrisponde reazione noi non ci arrendiamo e torniamo a chiedere con maggiore forza.

Abbiamo quindi in data 18/07/2018 promosso mozione urgente per il prossimo consiglio comunale avente come oggetto:
Richiesta di sfiducia e revoca in autotutela della nomina dell’A.U. di Amiu Spa Ing. Alessandro Guadagnolo per il triennio 2018/2020 posta in essere in violazione dell’art. 19 della “carta di avviso pubblico” ovvero “codice etico della buona politica".

La conferma dell’Ing. Guadagnolo come A.U. di AMIU è stata assunta con l’assemblea ordinaria dei soci tenuta il 15/06/2018 . Chi non avesse dimestichezza di questa tematica deve sapere che il Comune di Trani è socio unico di AMIU Spa.
Alquanto vago e di circostanza inoltre appare quanto scritto nel verbale dell’assemblea di AMIU in cui è riportato che: ”nel corso del mandato 2015-2017 l’A.U. ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati dal socio ed ha dato puntuale esecuzione a tutti gli atti di indirizzo forniti dal socio sia in sede assembleare sia a mezzo di comunicazioni scritte, ottenendo i risultati attesi dal socio”.

A noi, come a tutti i cittadini tranesi, non risulta che siano stati fatti progressi nello sviluppo della raccolta differenziata ne tanto meno c’è stata una svolta decisiva alla bonifica della discarica che in caso di temporali abbondanti mette a rischio, con il suo percolato, i terreni adiacenti e quindi la falda acquifera così come evidenziato da documenti televisivi di TeleTrani.

Quindi questo stato di cose evidenzia che un impegno etico assunto da Bottaro e dalla sua Giunta, approvato anche in Consiglio Comunale allo stato dei fatti rimane solo una promessa, una scocciatura, un ostacolo. Ma il Sindaco deve comprendere che se un impegno etico da lui assunto formalmente e pubblicamente viene alla prima occasione disatteso cosa sarà di tutti gli impegni, politici, e programmatici fatti non risultanti da impegni formali e pubblici? E’ facile prevedere che anche essi saranno visti come semplici promesse, scocciature ostacoli neanche difficili da superare.

Per noi del Movimento Cinque Stelle un impegno assunto e il suo rispetto è la cifra della nostra credibilità. Non arretreremo mai su questi principi e, che il signor Sindaco lo imprima bene nella mente noi, fino a giugno del 2018, abbiamo sperato che agisse diversamente dai suoi predecessori.
Per il bene dei cittadini pretendiamo amministratori onesti non implicati in rogne giudiziarie che si adoperino e ottengano risultati concreti per la salvaguardia della salute e del decoro urbano.

Le Portavoce del Movimento Cinque Stelle
Luisa Di Lernia e Antonella Papagni

17 lug 2018

Né pietre né scarpe - Zone Economiche Speciali (ZES)


Ma neanche olio, olive o vino.
Nessuna delle produzioni tipiche della nostra città, nessuno dei nostri produttori e imprenditori potranno partecipare a ottenere neppure una piccola parte di quei fondi e incentivi.

Ancora una volta,purtroppo, dobbiamo registrare il disinteresse da parte dell’amministrazione a promuovere lo sviluppo economico di Trani.
Infatti, Trani non è stata ricompresa nella Zona Economica Speciale (ZES) della quale farà invece parte Barletta.
Far parte di tale zona comporta un vero rilancio dell’economia locale, sviluppo di nuove attività imprenditoriali, vantaggio di quelle già esistenti e quindi incremento dell’offerta di lavoro.
Le Zone economiche speciali (Zes) hanno l’obiettivo di attrarre investimenti esteri o extra-regionali.
Sparse nel mondo si contano circa 2.700 Zes, in Cina e a Dubai gli esempi più noti. Una settantina in Europa. La Polonia che ne ha 14 rappresenta uno degli esempi più citati e invocato come modello anche per l’Italia.
In Puglia è prevista la creazione di due Zes per un totale di 4.400 ettari assegnati.
La Zona Ionica interregionale con la Basilicata che per la parte pugliese presenterà due nodi principali: Il porto di Taranto e l’aeroporto di Grottaglie legato al Centro intermodale di Francavilla Fontana.
La zona Adriatica farà riferimento ai poli di Foggia, Barletta, Bari e Brindisi-Lecce . Il primo si baserà sulla piattaforma logistica di Incoronata, sull’aeroporto di Foggia e sul porto di Manfredonia. Il polo di Barletta si baserà sul porto e sul centro intermodale. Quella di Bari presenterà come snodi logistici il porto, l’interporto, l’aeroporto e la piattaforma logistica di Giovinazzo. Infine Brindisi-Lecce si baserà principalmente sul porto e sull’aeroporto di Brindisi.
Le Zes previste solo per le regioni meno sviluppate avranno una durata compresa tra i 4 e i 14 anni, prorogabili per altri 7. La gestione farà capo a un Comitato di indirizzo presieduto dal Presidente dell’Autorità portuale di riferimento. Le aziende interessate sia nuove sia già esistenti nella ZES saranno beneficiarie di una serie di agevolazioni di carattere fiscale e amministrativo, un credito d’imposta per maxi investimenti fino a 50 milioni, tempi ridotti per autorizzazioni e procedure, oneri amministrativi e istruttori più bassi.

I settori di investimento punteranno al potenziamento delle attività produttive prevalenti nella aree interessate, a cominciare dall’agroalimentare.

In passato, nel recente passato tra i punti del programma dell’attuale amministrazione era indicata come strategia per lo sviluppo economico del nostro territorio l’impegno e l’attuazione di azioni e investimenti affinché la città di Trani potesse rientrare a pieno titolo nella zona ZES.
Tali investimenti secondo le indicazioni del governo regionale avrebbero dovuto riguardare tra le priorità le infrastrutture .
Sappiamo anche che tanti comuni limitrofi e non si sono attivati per far valere le loro peculiarità e le proprie ragioni affinchè vengano ricompresi nella zona ZES. Si è anche posta attenzione all’eccessiva concentrazione degli ettari di Zes nella provincia di Lecce. Ci sembra anche in questo caso un privilegiare più le persone che con i compiti e le funzioni regionali di cui sono state investite hanno la possibilità di privilegiare territori a scapito di altri. E’ del tutto evidente inoltre che privilegiare territori “vicini” a tali esponenti politici fa scaturire maggior consensi per gli stessi e quindi si trascura nella sostanza quello che dovrebbe essere il fine di tali strumenti ossia lo sviluppo effettivo di territori meno competitivi.

Vorremmo che ci sia da parte del nostro sindaco un reale impegno a ché la possibilità illustrata dal vicepresidente della giunta regionale Antonio Nunziante, di prevedere delle "quote discrezionali" di perimetrazione, da mettere a bando per inserire nelle Zes, sia colta e concretamente perseguita in modo da poter sfruttare un’ulteriore ed ottima opportunità per lo sviluppo dell’economia locale.

I settori delle attività da poter sviluppare e da cui il Movimento Cinque Stelle ritiene possa scaturire uno sviluppo delle attività imprenditoriali e delle opportunità lavorative dovrebbero riguardare la smart economy, attività legate all’economia circolare, turismo e agricoltura. Tutte attività in linea con uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Ma rileviamo da diversi anni a questa parte una totale disorganizzazione e l’incapacità dei nostri amministratori di proporre un proprio piano di sviluppo.
A questo si aggiunge il degrado della costa di Trani che non favorisce il turismo.

Pertanto, il vero sviluppo della città deve fare i conti con la riqualificazione urbana prima di tutto.
A questo, una politica assennata, non dovrebbe dimenticare la riduzione del debito con tutti i mezzi possibili, anche attuando strategie e iniziative che si sono trascurate nel passato che ti permettano di ridurre gli sprechi, recuperare crediti, combattere l’evasione fiscale ed aumentare le entrate sfruttando risorse e servizi che ancor oggi non si comprende come mai siano ancora inutilizzati (parcheggi, immobili pubblici, ecc. ecc.).

Siamo di fronte alla solita politica degli annunci e delle promesse elettorali fatte senza poi aver la benché minima intenzione di attuarle. E se tale affermazione la fa un ex componente della giunta della stessa espressione del nostro sindaco c’è da dare un valore non trascurabile a questa riflessione.

Le Portavoce del Movimento Cinque Stelle
Luisa di Lernia e Antonella Papagni

23 giu 2018

RIFIUTI ZERO …era già tutto previsto


“Il voto del Movimento Cinque Stelle questa sera sarà favorevole. Lo dobbiamo soltanto ad un gesto di civiltà nei confronti della città. Ben sapendo che questa delibera, questo atto di indirizzo non cambierà assolutamente nulla nel vostro modo di fare. Noi stiamo votando il nulla. Ma io ho sempre creduto nella strategia "Rifiuti Zero" e continuerò a crederci. So benissimo… so benissimo quello che farete eppure non sono maga...”

Questo è quello che noi dichiaravamo attraverso le parole di Antonella Papagni Portavoce del Movimento Cinque Stelle nell’intervento finale in sede di Consiglio Comunale del 27/07/2016 in cui si approvava la strategia “Rifiuti zero”.

I nostri poteri paranormali avevano ampiamente previsto che molti dei punti affermati nella delibera di quell’emblematico Consiglio Comunale sarebbero stati solo e soltanto parole scritte e mai realizzate.
In esso il Comune si impegnava già nel 2016 a intraprendere il percorso verso il traguardo dei "Rifiuti Zero" entro il 2020 stabilendo per il 2016/2017 il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. 

Analizzando i dati, tratti dal sito ambientale della regione Puglia, Trani si attesta per il 2017 ad una percentuale di raccolta differenziata (RD) pari al 20,6%. Stessa percentuale è confermata per i primi 4 mesi del 2018. 
Ossia ci separano oltre 44 punti percentuali rispetto a quanto strategicamente promesso due anni fa.
In quella delibera di indirizzo strategico vi erano anche indicazioni concrete su come addivenire all’obiettivo prefissato.
Erano indicate azioni di separazione alla fonte e di organizzazione efficiente della raccolta differenziata con coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.

Si definiva la raccolta porta a porta con quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%,
Era prevista la realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali, di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzate al reinserimento nella filiera produttiva.
Si puntava sulla diffusione del compostaggio domestico e sulla sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, sull'utilizzo dell'acqua del rubinetto, sull'utilizzo dei pannolini lavabili, sull'acquisto alla spina di latte, bevande detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.

Era prevista la realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, i cui beni durevoli, potevano essere riparati, riutilizzati e venduti, l'introduzione di sistemi di tariffazione puntuale che avrebbero fatto pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. La realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD e allo stesso tempo impedire che rifiuti tossici potessero essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.

Pensare infine ad un centro di ricerca e riprogettazione da cui, attraverso l'analisi del residuo a valle di RD si potesse attuare una ricerca finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, fornire un feedback alle imprese e promuovere buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

Ed infine come obiettivo ambizioso il raggiungimento entro il 2020 dell'azzeramento dei rifiuti.
Risultati certo ambiziosi ma che nel concreto avremmo potuto realizzare.

Questa convinzione deriva soprattutto alla luce della sperimentazione fatta in alcuni quartieri di Roma. La capitale a guida Movimento Cinque Stelle ha attuato già in alcuni quartieri di due municipi romani la raccolta differenziata porta a porta con chip elettronico.

I primi dati della nuova raccolta differenziata al quartiere AXA di Roma si attestano sul 93% di materiale inviato a riciclo e compostaggio e indicano che questa è la via da seguire su Roma e in tutta Italia, la raccolta domiciliare con tariffa puntuale è infatti nel Contratto di Governo.

I dati del nuovo sistema di differenziata, sono in linea con quanto già emerso nel quartiere ebraico dove con il nuovo sistema si è registrato l'85% di materiale inviato a riciclo e compostaggio.

Ma i vantaggi sono anche economici derivanti dal recupero di tasse. Infatti su Roma la mappatura condotta da 70 addetti della municipalizzata dei rifiuti (Ama) ha permesso di individuare circa 50mila utenze “fantasma” in due municipi. 

A Trani invece si preferisce continuare ad affidare la guida della sua municipalizzata ad un amministratore che nel corso di 3 anni non ha incrementato di un solo punto la percentuale di RD.

Il sindaco ha dichiarato che la conferma del Dott. Guadagnolo, attuale AU di AMIU per ulteriori tre anni è un atto necessario per la complessità delle questioni di cui si sta occupando. Tra le quali la ricapitalizzazione dell'azienda, speriamo che non siano ancora una volta soldi pubblici gestiti da chi, anche per quel che riguarda le assunzioni, non ha un comportamento trasparente e irreprensibile; la messa in sicurezza e bonifica della discarica, per la quale nel corso di questi mesi abbiamo riscontrato pericolosi sversamenti di percolato documentato da servizi televisivi e all'avvio della raccolta differenziata porta a porta, per la quale dopo già due anni di avvio della strategia “Rifiuti zero” non si riscontrano incrementi di quantità ne estensione della raccolta in altri quartieri. 

Ancora una volta le buone intenzioni delle altre forze politiche rimangono solo promesse ed è facile prevedere che tali resteranno.

Dove invece il Movimento Cinque Stelle governa il decoro urbano, la creazioni di nuove occasioni di lavoro per i cittadini, il recupero di risorse e di tasse soprattutto nei confronti dei furbi e gli impegni e le promesse fatte a tutela della salute dei cittadini, si realizzano a vantaggio della collettività e dell’ambiente.

Le Portavoce del Movimento Cinque Stelle 
Luisa Di Lernia 
Antonella Papagni

20 giu 2018

UNA VOLTA VIENE NATALE (un sindaco poco… etico)


A Natale del 2016 (il 27, per la precisione) la giunta Bottaro ha fatto un bellissimo regalo di Natale alla cittadinanza, su proposta dell'assessore Felice Di Lernia ha approvato la “Carta di Avviso Pubblico”, ovvero il “Codice Etico per la Buona Politica”.

Questo atto, questa Carta, indica concretamente agli amministratori come declinare nella quotidianità i principi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione.

Inoltre “Contrasto al conflitto di interessi, al clientelismo, alle pressioni indebite, trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica, scelte pubbliche e meritocratiche per le nomine interne ed esterne alle amministrazioni, piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini e obbligo a rinunciare alla prescrizione ovvero obbligo di dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravi reati (es. mafia e corruzione).” Una serie di ottime pratiche da mettere in atto all’occorrenza.

E le occorrenze sono davvero tante, così tante che qualcuna può sfuggire.

L’art. 19 della Carta, intitolato “Nomine interne e in enti, consorzi e societa”, al secondo capoverso recita:
L’amministratore non può conferire nomine o incarichi a soggetti rinviati a giudizio o sottoposti a misure di prevenzione personale e patrimoniale per reati di corruzione, concussione, criminalità organizzata e mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, voto di scambio ed altri delitti contro l’ordine pubblico – ad eccezione degli art. 414 n. 2 e 415 del codice penale -, estorsione, truffa, usura, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti ed altri gravi reati ambientali. 

Ma ormai Natale è passato e così, in barba al Codice Etico per la Buona Politica, il regalo è stato fatto all’ing. Alessandro Guadagnuolo: il nostro, infatti, è stato confermato per tre anni Amministratore Unico della Società Partecipata AMIU SpA.

Peccato che, stando a notizie di stampa (video in fondo al comunicato), il 13 giugno 2018 Guadagnuolo è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Trani per la violazione dell’art. 640 del codice penale ipotizzando un reato di truffa nei confronti del Comune di Trani.

Ma Bottaro e l'assessore Michele Di Gregorio, si sa, sono uomini lungimiranti e sanno che il codice etico è solo un impegno… etico, per l’appunto, mica una disposizione di legge. Si può tranquillamente non rispettare senza incorrere in nessuna sanzione! Cosa importa se lo stesso atto deliberato dalla maggioranza di governo dica espressamente che "Il codice è vincolante per gli amministratori a seguito di adesione individuale o approvazione con atto deliberativo dell’organo esecutivo o assembleare di appartenenza", lo svi(n)colamento è sport preferito da questa maggioranza.

Noi però una interrogazione al Sindaco gliela abbiamo formalmente fatta, non sia mai non lo sapesse prima e voglia procedere a una revoca in autotutela, provocando la gioia dell'assessore F. Di Lernia.

Oppure no, tanto domani i tranesi si saranno dimenticati anche questa…

Le portavoce M5S Trani
Luisa Di Lernia e Antonella Papagni

14 giu 2018

Edilizia e trasparenza



Noi del Movimento Cinque Stelle Trani cerchiamo di tutelare il bene comune e gli interessi dei cittadini. Questa volta abbiamo chiesto l’accesso agli atti e denunciato la mancanza di trasparenza da parte dei competenti organi e uffici comunali per un atto che è in ballo dal 2013, da oltre 5 anni.

Nello specifico abbiamo richiesto sia il 05/05/2017 che il 22/04/2018 la copia della convenzione tra il Comune di Trani e la ditta costruttrice del PUE CP bs.ad/47 (Piano Urbanistico Esecutivo, da cui scaturisce il Permesso di Costruire).

Abbiamo comunicato al Prefetto in data 19/05/2018 che non ci vengono consegnate risposte ed atti nei tempi previsti dalla legge.

In ultimo in data 27 maggio 2018 abbiamo richiesto nuovamente, quali rappresentanti dei cittadini, anche al fine di salvaguardare il territorio comunale:

        l’accesso agli atti relativamente al PUE CP bs.ad/47 (da cui deriverà il Permesso di Costruire per l’immobile da realizzare tra Via Bari e Via De Gemmis),
        se sia stata protocollata da parte della ditta costruttrice la documentazione grafica richiesta dalla Regione con Legge Regionale n. 2331 del 28/12/2017;
        se siano state concretamente realizzate le maglie che circondavano la zona oggetto del PUE (la realizzazione è condizione necessaria al fine di poter avviare la realizzazione del PUE);
        copia della nota di integrazione Regionale;
        se è stato applicato il protocollo Itaca alle costruzioni del reparto in questione;
        se considerato il tempo trascorso (5 anni) è stata verificata la disponibilità dei volumi di Via Bari così come prescritto dal Commissario ad Acta in data 10/05/2013 con atto di approvazione del PUE;
        perché vi è una discrepanza tra la superficie permeabile di mq.1.500,00 a fronte di una superficie necessaria di mq. 1.587, discrepanza, a quanto pare, a vantaggio dell’impresa costruttrice che aumenta i metri quadri a realizzarsi;
        che venga predisposta una convenzione tipo sugli oneri di urbanizzazione, un protocollo sulle prescrizioni di realizzazione e che vi sia quindi un puntuale controllo su tali prescrizioni;
        quale sia la situazione dei pagamenti degli oneri di urbanizzazione.

La nostra speranza è che le richieste non rimangano nuovamente inevase, soprattutto perché le nostre istanze sono rivolte ad una gestione dei PUE in maniera trasparente e nel rispetto della legalità, con il solo fine di tutelare un interesse generale ed attuare una oculata, proficua e sana gestione del patrimonio comunale.

L’edilizia è uno dei motori del lavoro ma trasparenza e legalità sono dei principi imprescindibili sempre.
Riusciremo questa volta ad ottenere le informazioni richieste?



Le portavoce M5S Trani
Luisa Di Lernia e Antonella Papagni