Foto dall'Isola (Ecologica)

La situazione emergenziale dei rifiuti a Trani

SVEGLIA TRANESI, STANNO DISTRUGGENDO AMET

Il silenzio del nuovo Amministratore Delegato di AMET

Video a 5 Stelle





23 giu 2018

RIFIUTI ZERO …era già tutto previsto


“Il voto del Movimento Cinque Stelle questa sera sarà favorevole. Lo dobbiamo soltanto ad un gesto di civiltà nei confronti della città. Ben sapendo che questa delibera, questo atto di indirizzo non cambierà assolutamente nulla nel vostro modo di fare. Noi stiamo votando il nulla. Ma io ho sempre creduto nella strategia "Rifiuti Zero" e continuerò a crederci. So benissimo… so benissimo quello che farete eppure non sono maga...”

Questo è quello che noi dichiaravamo attraverso le parole di Antonella Papagni Portavoce del Movimento Cinque Stelle nell’intervento finale in sede di Consiglio Comunale del 27/07/2016 in cui si approvava la strategia “Rifiuti zero”.

I nostri poteri paranormali avevano ampiamente previsto che molti dei punti affermati nella delibera di quell’emblematico Consiglio Comunale sarebbero stati solo e soltanto parole scritte e mai realizzate.
In esso il Comune si impegnava già nel 2016 a intraprendere il percorso verso il traguardo dei "Rifiuti Zero" entro il 2020 stabilendo per il 2016/2017 il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. 

Analizzando i dati, tratti dal sito ambientale della regione Puglia, Trani si attesta per il 2017 ad una percentuale di raccolta differenziata (RD) pari al 20,6%. Stessa percentuale è confermata per i primi 4 mesi del 2018. 
Ossia ci separano oltre 44 punti percentuali rispetto a quanto strategicamente promesso due anni fa.
In quella delibera di indirizzo strategico vi erano anche indicazioni concrete su come addivenire all’obiettivo prefissato.
Erano indicate azioni di separazione alla fonte e di organizzazione efficiente della raccolta differenziata con coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.

Si definiva la raccolta porta a porta con quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%,
Era prevista la realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali, di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzate al reinserimento nella filiera produttiva.
Si puntava sulla diffusione del compostaggio domestico e sulla sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, sull'utilizzo dell'acqua del rubinetto, sull'utilizzo dei pannolini lavabili, sull'acquisto alla spina di latte, bevande detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.

Era prevista la realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, i cui beni durevoli, potevano essere riparati, riutilizzati e venduti, l'introduzione di sistemi di tariffazione puntuale che avrebbero fatto pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. La realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD e allo stesso tempo impedire che rifiuti tossici potessero essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.

Pensare infine ad un centro di ricerca e riprogettazione da cui, attraverso l'analisi del residuo a valle di RD si potesse attuare una ricerca finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, fornire un feedback alle imprese e promuovere buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

Ed infine come obiettivo ambizioso il raggiungimento entro il 2020 dell'azzeramento dei rifiuti.
Risultati certo ambiziosi ma che nel concreto avremmo potuto realizzare.

Questa convinzione deriva soprattutto alla luce della sperimentazione fatta in alcuni quartieri di Roma. La capitale a guida Movimento Cinque Stelle ha attuato già in alcuni quartieri di due municipi romani la raccolta differenziata porta a porta con chip elettronico.

I primi dati della nuova raccolta differenziata al quartiere AXA di Roma si attestano sul 93% di materiale inviato a riciclo e compostaggio e indicano che questa è la via da seguire su Roma e in tutta Italia, la raccolta domiciliare con tariffa puntuale è infatti nel Contratto di Governo.

I dati del nuovo sistema di differenziata, sono in linea con quanto già emerso nel quartiere ebraico dove con il nuovo sistema si è registrato l'85% di materiale inviato a riciclo e compostaggio.

Ma i vantaggi sono anche economici derivanti dal recupero di tasse. Infatti su Roma la mappatura condotta da 70 addetti della municipalizzata dei rifiuti (Ama) ha permesso di individuare circa 50mila utenze “fantasma” in due municipi. 

A Trani invece si preferisce continuare ad affidare la guida della sua municipalizzata ad un amministratore che nel corso di 3 anni non ha incrementato di un solo punto la percentuale di RD.

Il sindaco ha dichiarato che la conferma del Dott. Guadagnolo, attuale AU di AMIU per ulteriori tre anni è un atto necessario per la complessità delle questioni di cui si sta occupando. Tra le quali la ricapitalizzazione dell'azienda, speriamo che non siano ancora una volta soldi pubblici gestiti da chi, anche per quel che riguarda le assunzioni, non ha un comportamento trasparente e irreprensibile; la messa in sicurezza e bonifica della discarica, per la quale nel corso di questi mesi abbiamo riscontrato pericolosi sversamenti di percolato documentato da servizi televisivi e all'avvio della raccolta differenziata porta a porta, per la quale dopo già due anni di avvio della strategia “Rifiuti zero” non si riscontrano incrementi di quantità ne estensione della raccolta in altri quartieri. 

Ancora una volta le buone intenzioni delle altre forze politiche rimangono solo promesse ed è facile prevedere che tali resteranno.

Dove invece il Movimento Cinque Stelle governa il decoro urbano, la creazioni di nuove occasioni di lavoro per i cittadini, il recupero di risorse e di tasse soprattutto nei confronti dei furbi e gli impegni e le promesse fatte a tutela della salute dei cittadini, si realizzano a vantaggio della collettività e dell’ambiente.

Le Portavoce del Movimento Cinque Stelle 
Luisa Di Lernia 
Antonella Papagni

20 giu 2018

UNA VOLTA VIENE NATALE (un sindaco poco… etico)


A Natale del 2016 (il 27, per la precisione) la giunta Bottaro ha fatto un bellissimo regalo di Natale alla cittadinanza, su proposta dell'assessore Felice Di Lernia ha approvato la “Carta di Avviso Pubblico”, ovvero il “Codice Etico per la Buona Politica”.

Questo atto, questa Carta, indica concretamente agli amministratori come declinare nella quotidianità i principi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione.

Inoltre “Contrasto al conflitto di interessi, al clientelismo, alle pressioni indebite, trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica, scelte pubbliche e meritocratiche per le nomine interne ed esterne alle amministrazioni, piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini e obbligo a rinunciare alla prescrizione ovvero obbligo di dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravi reati (es. mafia e corruzione).” Una serie di ottime pratiche da mettere in atto all’occorrenza.

E le occorrenze sono davvero tante, così tante che qualcuna può sfuggire.

L’art. 19 della Carta, intitolato “Nomine interne e in enti, consorzi e societa”, al secondo capoverso recita:
L’amministratore non può conferire nomine o incarichi a soggetti rinviati a giudizio o sottoposti a misure di prevenzione personale e patrimoniale per reati di corruzione, concussione, criminalità organizzata e mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, voto di scambio ed altri delitti contro l’ordine pubblico – ad eccezione degli art. 414 n. 2 e 415 del codice penale -, estorsione, truffa, usura, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti ed altri gravi reati ambientali. 

Ma ormai Natale è passato e così, in barba al Codice Etico per la Buona Politica, il regalo è stato fatto all’ing. Alessandro Guadagnuolo: il nostro, infatti, è stato confermato per tre anni Amministratore Unico della Società Partecipata AMIU SpA.

Peccato che, stando a notizie di stampa (video in fondo al comunicato), il 13 giugno 2018 Guadagnuolo è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Trani per la violazione dell’art. 640 del codice penale ipotizzando un reato di truffa nei confronti del Comune di Trani.

Ma Bottaro e l'assessore Michele Di Gregorio, si sa, sono uomini lungimiranti e sanno che il codice etico è solo un impegno… etico, per l’appunto, mica una disposizione di legge. Si può tranquillamente non rispettare senza incorrere in nessuna sanzione! Cosa importa se lo stesso atto deliberato dalla maggioranza di governo dica espressamente che "Il codice è vincolante per gli amministratori a seguito di adesione individuale o approvazione con atto deliberativo dell’organo esecutivo o assembleare di appartenenza", lo svi(n)colamento è sport preferito da questa maggioranza.

Noi però una interrogazione al Sindaco gliela abbiamo formalmente fatta, non sia mai non lo sapesse prima e voglia procedere a una revoca in autotutela, provocando la gioia dell'assessore F. Di Lernia.

Oppure no, tanto domani i tranesi si saranno dimenticati anche questa…

Le portavoce M5S Trani
Luisa Di Lernia e Antonella Papagni

14 giu 2018

Edilizia e trasparenza



Noi del Movimento Cinque Stelle Trani cerchiamo di tutelare il bene comune e gli interessi dei cittadini. Questa volta abbiamo chiesto l’accesso agli atti e denunciato la mancanza di trasparenza da parte dei competenti organi e uffici comunali per un atto che è in ballo dal 2013, da oltre 5 anni.

Nello specifico abbiamo richiesto sia il 05/05/2017 che il 22/04/2018 la copia della convenzione tra il Comune di Trani e la ditta costruttrice del PUE CP bs.ad/47 (Piano Urbanistico Esecutivo, da cui scaturisce il Permesso di Costruire).

Abbiamo comunicato al Prefetto in data 19/05/2018 che non ci vengono consegnate risposte ed atti nei tempi previsti dalla legge.

In ultimo in data 27 maggio 2018 abbiamo richiesto nuovamente, quali rappresentanti dei cittadini, anche al fine di salvaguardare il territorio comunale:

        l’accesso agli atti relativamente al PUE CP bs.ad/47 (da cui deriverà il Permesso di Costruire per l’immobile da realizzare tra Via Bari e Via De Gemmis),
        se sia stata protocollata da parte della ditta costruttrice la documentazione grafica richiesta dalla Regione con Legge Regionale n. 2331 del 28/12/2017;
        se siano state concretamente realizzate le maglie che circondavano la zona oggetto del PUE (la realizzazione è condizione necessaria al fine di poter avviare la realizzazione del PUE);
        copia della nota di integrazione Regionale;
        se è stato applicato il protocollo Itaca alle costruzioni del reparto in questione;
        se considerato il tempo trascorso (5 anni) è stata verificata la disponibilità dei volumi di Via Bari così come prescritto dal Commissario ad Acta in data 10/05/2013 con atto di approvazione del PUE;
        perché vi è una discrepanza tra la superficie permeabile di mq.1.500,00 a fronte di una superficie necessaria di mq. 1.587, discrepanza, a quanto pare, a vantaggio dell’impresa costruttrice che aumenta i metri quadri a realizzarsi;
        che venga predisposta una convenzione tipo sugli oneri di urbanizzazione, un protocollo sulle prescrizioni di realizzazione e che vi sia quindi un puntuale controllo su tali prescrizioni;
        quale sia la situazione dei pagamenti degli oneri di urbanizzazione.

La nostra speranza è che le richieste non rimangano nuovamente inevase, soprattutto perché le nostre istanze sono rivolte ad una gestione dei PUE in maniera trasparente e nel rispetto della legalità, con il solo fine di tutelare un interesse generale ed attuare una oculata, proficua e sana gestione del patrimonio comunale.

L’edilizia è uno dei motori del lavoro ma trasparenza e legalità sono dei principi imprescindibili sempre.
Riusciremo questa volta ad ottenere le informazioni richieste?



Le portavoce M5S Trani
Luisa Di Lernia e Antonella Papagni

12 giu 2018

A buon intenditor

Foto da il Giornale di Trani
Il 5 giugno si è tenuto presso la Sala Consiliare di Palazzo Palmieri il Consiglio Comunale della Città di Trani che doveva approvare il Rendiconto della Gestione dell'esercizio del 2017 con l'applicazione del disavanzo di amministrazione al Bilancio di previsione 2018-2020 e riconoscere una decina di debiti fuori bilancio.

Il Movimento 5 Stelle ha partecipato con i suoi due consiglieri: Antonella Papagni e Luisa Di Lernia che hanno rilasciato un intervento, qui sintetizzato per porlo alla conoscenza della cittadinanza, incentrato su tre grossi temi che caratterizzano da anni le grosse mancanze della macchina amministrativa tranese:
  • Una politica delle entrate disorganizzata e infruttuosa; 
  • Un processo di modernizzazione del Comune che permetta una razionalizzazione delle sue potenzialità e degli interventi da intraprendere; 
  • Una sostanziale confusione da parte dei revisori dei conti riguardante i debiti fuori bilancio; oltre ad una scarsa trasparenza tra i residui attivi (somme accertate ma non incassate) e passivi (somme impegnate ma non ancora pagate) dell'Amet. 
La politica delle entrate del Comune è una delle cause dell'aumento del disavanzo del bilancio comunale giunto a 11 milioni di euro e in aumento nel solo 2017 di ben 2 milioni.
L'intervento in sede di Consiglio Comunale riguardante la politica delle entrate ha chiarito quali sono per il M5S le soluzioni al fine di arginare tale fenomeno per bloccare i disavanzi e favorire un loro rientro attraverso degli obiettivi chiari e precisi:
  • rivedere le banche dati anagrafiche, catastali e immobiliari che permettano l'individuazione esatta di tutti i crediti e dell'attivazione di una politica di gestione del patrimonio comunale spesso non valorizzato, oggetto di affitti irrisori da parte dei locatari o di entrate nulle a fronte di patrocini gratuiti da parte del Comune che mette a disposizione spazi comunali senza che venga percepita una tariffa; 
  • coordinare il lavoro degli uffici comunali per permettere la circolazione di informazioni utili riguardanti sia il patrimonio del Comune e sia questioni legate alle affissioni abusive o alle altrettanto abusive occupazioni di suolo pubblico; 
  • procedere al riscatto dei suoli da parte delle cooperative. 
Si tratta di elementi imprescindibili per la buona amministrazione della Cosa Pubblica soprattutto in una situazione di difficoltà e di continuo aumento del disavanzo. Un'emorragia da sanare al più presto, ma che vede solo il suo costante aumento a causa anche di una pressoché assente programmazione di una Amministrazione che pare navigare a vista e che non si preoccupa di progettare politiche in grado di produrre profitto nel corso degli anni e di attivare un processo di modernizzazione che può passare solo attraverso nuovi metodi di lavoro, maggiore e migliore progettazione degli investimenti, virtuose collaborazioni tra le varie istituzioni e sfruttamento delle risorse umane e non a disposizione del Comune.

Secondo i Consiglieri, desta inoltre particolare preoccupazione l'atteggiamento dei revisori che a marzo hanno espresso parere negativo su un paio di debiti fuori bilancio per poi cambiare totalmente opinione a maggio. Ancor più preoccupazione desta la gestione dei crediti e dei debiti dell'Amet riguardanti il periodo 2004-2017 su cui più volte sono stati espressi pareri contrastanti sulla coincidenza delle somme con quelle effettivamente comunicate. L'intervento in Consiglio Comunale denuncia una evidente mancanza di controllo della situazione, aggravata dalla mancata consegna agli stessi consiglieri del Movimento 5 Stelle, a fronte di espressa richiesta, degli atti riguardanti circa 650 mila euro ancora da versare all'Amet per il trasporto dei disabili. Una cifra indubbiamente ingente, risalente addirittura al 2010, e che non è possibile controllare in nessuna maniera a causa della mancanza della documentazione all'interno degli uffici.

L'abbattimento del disavanzo passa anche attraverso la trasparenza in grado di garantire ai cittadini la tutela degli interessi economici.

Rimaniamo purtroppo inascoltati nell'accogliere, fosse anche solo in modo parziale, alcuna delle nostre proposte.
Quanto ancora andrà avanti questa amministrazione così "attenta"?

Le portavoce M5S Trani
Luisa Di Lernia e Antonella Papagni

9 giu 2018

In morte di cimitero

Il Movimento Cinque Stelle di Trani in merito alla notizia apparsa sul portale online TRANIVIVA (https://www.traniviva.it/notizie/cimitero-e-di-nuovo-allarme-degrado/) il 6 giugno 2018, in cui si denunciava lo stato di degrado e di abbandono  di alcuni settori del cimitero di Trani, vuole portare all’attenzione di tutti i cittadini e degli organi di stampa che già in data 09/12/2017, 6 mesi fa, tramite una interrogazione URGENTE inviata al Sindaco, al Presidente del consiglio Comunale, all’assessore al Patrimonio e ai Servizi Cimiteriali ed al Dirigente Comunale, aveva segnalato in maniera dettagliata, anche grazie alle indicazione dei cittadini, le seguenti problematiche e suggerito le relative soluzioni:
  • Situazione di estremo degrado nei campi di inumazione comune dovuta al fango e suggerito un intervento di sistemazione con terreno breccioso;
  • Mancanza di viali tra le tombe;
  • Presenza di tubature rotte che con la fuoriuscita di acqua erano un ulteriore causa della melma e del fango e di ulteriori costi e spreco di un bene primario;
  • Mancanza o insufficienza di aree di parcheggio a discapito della sicurezza e con aumento della pericolosità derivante dal dover parcheggiare sul bordo della strada. In proposito chiedevamo quali soluzioni l’amministrazione avrebbe adottato per ovviare a tale disagio.

Le nostre istanze e interrogazioni vengono puntualmente ignorate mentre l’amministrazione comunale è attenta alle istanze dei cittadini solo quando queste hanno risonanza mediatica.
Non crediamo che questo modo di governare la città sia nell’interesse dei cittadini: Preoccuparsi solo della cattiva propaganda che la mala gestione dei beni pubblici provoca alcune volte e limitarsi ad intervenire in modo sporadico con opere e sistemazioni provvisorie senza mai farsi carico di soluzioni definitive o durature con un aggravio di costi per la comunità è mettere una toppa più piccola del buco e dimostra l'incapacità di questa amministrazione di avere una visione lungimirante e a lungo termine.

Sarà ora di recitare il de profundis?

Le portavoce M5S Trani
Luisa Di Lernia e Antonella Papagni