Foto dall'Isola (Ecologica)

La situazione emergenziale dei rifiuti a Trani

SVEGLIA TRANESI, STANNO DISTRUGGENDO AMET

Il silenzio del nuovo Amministratore Delegato di AMET

Video a 5 Stelle





3 ott 2019

Il gioco d’azzardo e la dipendenza patologica c’è ancora tanto da fare.

Il gioco d’azzardo e  la dipendenza patologica c’è ancora tanto da fare.



Da poco sono stati pubblicati i dati sulla diffusione del gioco d’azzardo nel 2018 in Italia.

In questa triste e assurda graduatoria segnaliamo che Trani ha ottenuto un piccolo miglioramento nel 2018 rispetto ai dati del 2017 con una riduzione del 5% delle giocate .

I dati invece a livello nazionale indicano un volume complessivo della raccolta pari a 104,9 miliardi di questi la spesa per il gioco è stata pari a 18,6 miliardi, ottenuta sottraendo alla raccolta, le vincite ottenute nel 2018 pari a 86,3 miliardi dalla raccolta. Confrontando i dati con il 2017 c'é  stato piccolo miglioramento con una riduzione del 2% rispetto alla spesa del precedente anno.

La piaga della dipendenza patologica dal gioco d’azzardo necessita però di un impegno notevole sia a livello di normative nazionali sia a livello di contrasto con leggi e regolamenti locali (comunali e regionali).

Il business del gioco d’azzardo come risaputo è detenuto da società al cui interno spesso si trovano figure vicine al mondo della finanza, della politica e delle grosse lobby di potere che, sfruttando le loro influenze a livello politico, cercano di ostacolare i provvedimenti che si vorrebbero adottare per contrastare una piaga che incide molto sulle fasce sociali più deboli e che incide quindi sul bilancio dello stato in termini di maggior  spesa sanitaria per cercare di combattere e  questa patologia e le patologie collegate al gioco d'azzardo.

Notiamo che gli ostacoli ad una lotta efficace al gioco d'azzardo sono stati interposti anche da organismi statali  di espressione politica che dovrebbero, tra i loro compiti istituzionali, salvaguardare gli interessi e i diritti dei cittadini rispetto agli operatori del mercato. Parliamo dell'AGCOM che nell'adottare delle linee guida di attuazione del decreto denominato "dignita" ha in maniera evidente ostacolato quello che era l'intento della legge nazionale.

Ricordiamo che l’AGCOM è anche  l’organismo individuato per  comminare le sanzione a tutte quelle società che violano i divieti presenti nel “decreto dignità”  emanato dal primo governo Conte.

La piena efficacia del decreto con il divieto della pubblicità sul gioco d’azzardo si sarebbe dovuta avere da luglio del 2018, ma l’AGCOM, a seguito di consultazioni con le società concessionarie del gioco, ha emanato delle linee guida in cui vengono specificati gli ambiti  in cui è permessa la pubblicità del gioco d’azzardo in contrapposizione a quanto vuole  contrastare il decreto.

Per fare alcuni esempi per l’AGCOM non sono da considerarsi pubblicità le informazioni sulle quote, jackpot, probabilità di vincita, puntate minime ed eventuali bonus offerti, e inoltre non sono per l’AGCOM considerate pubblicità i cosiddetti “spazi quote” all'interno di programmi televisivi.
Altra modo di aggirare il divieto della pubblicità sul gioco d’azzardo è propagandare su internet tramite gli annunci a pagamento di Google le società con residenza non in Italia, per queste il divieto non vale.
Molte altre osservazioni e ostacoli ha posto l’AGCOM per l’attuazione del decreto dignità richiamando normative precedenti e riferimenti o orientamenti che sarebbero da considerarsi superati con le norme del decreto.

Ma oltre a questo,  un ulteriore ostacolo al contrasto alla ludopatia viene fornito dalla scarsa attenzione della politica locale. Solo in alcune città, che noi definiamo virtuose, risultano essere adottati regolamenti puntuali che disciplinano in modo preciso molti aspetti relativi alla localizzazione delle attività del gioco d’azzardo, agli orari di apertura e di chiusura, alle sanzioni pesanti in caso di violazioni delle norme e soprattutto di quelle che riguardano l’accesso nei locali del gioco d’azzardo e l’utilizzo delle macchine da parte di minori.
Tutta una serie di prescrizioni che là dove sono state emanate, hanno portato una notevole riduzione del gioco d’azzardo patologico.

Riteniamo che la Puglia e Trani in particolar modo non sia da considerarsi tra le città virtuose, e le nostre sollecitazioni all’assessore Di Lernia, ancora oggi rimaste inascoltate sono un segno tangibile che determinati regolamenti che disciplinano a livello locale il gioco d’azzardo  andrebbero a toccare interessi che la politica locale forse non ritiene giusto “disturbare”.

A  tal proposito invitiamo gli elettori e i lettori di Trani a rileggere quanto da noi già scritto nell’articolo pubblicato sul https://www.trani5stelle.it in data 17/02/2019  di cui potrete trovare il link di seguito:

https://www.trani5stelle.it/2019/02/una-goccia-nel-mare_17.html

I portavoce del Movimento Cinque Stelle Trani
           Luisa di Lernia e Vito Branà

16 set 2019

Inaugurazione nuova sede di Trani del Movimento Cinque Stelle

Inauguriamo la nostra nuova sede.



Il Movimento 5 Stelle di Trani é felice di annunciare l'inaugurazione della nuova sede di Trani in Via Margherita di Borgogna n. 38 per Venerdì 20 settembre alle 19:30.
Stiamo compiendo enormi sforzi per dare voce e un punto di riferimento a tutti cittadini che hanno intenzione di cambiare questa città.
Una sede sarà il luogo dove accoglieremo chi vorrà collaborare fattivamente, con idee, proposte, iniziative allo sviluppo socio economico della nostra città oltre che a migliorarla per la vivibilità considerato l'enorme lavoro che tutto ciò richiede.
Interverranno all'inaugurazione il sindaco 5 stelle della città di Canosa di Puglia Avv. Roberto Morra e la portavoce regionale del Movimento Cinque Stelle Avv. Grazia Di Bari.
Saremo lieti di accogliervi con un piccolo rinfresco preparato dai nostri attivisti.
Coraggio vi aspettiamo.

6 set 2019

Petizione a favore del PM dott. Nino Di Matteo

Petizione a favore del PM  dott. Nino Di Matteo

Il Movimento 5 stelle Trani propone attraverso i suoi portavoce comunali di conferire al prossimo Consiglio Comunale la cittadinanza onoraria di Trani al PM dott. Nino di Matteo sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia ed elemento di spicco del pool di magistrati che indagano sulla "trattativa Stato - mafia".  Uomo dello Stato minacciato di morte dall'ormai defunto boss di  "Cosa Nostra" Totò Riina,  stimato dai suoi colleghi magistrati che nei suoi confronti hanno espresso  il seguente giudizio :" l’ammirazione che riponiamo nei confronti del collega, per lo spirito di abnegazione, i sacrifici personali e familiari, l’elevato senso delle istituzioni, l’eccelso grado di professionalità e l’equilibrio, che lo hanno contraddistinto in tutta la sua carriera e che ne fanno uno dei magistrati più in grado di trattare di mafia e dell'indagine per la trattativa "Stato-mafia".
Già in precedenza avevamo richiesto anche in commissione di poter inserire in consiglio comunale la proposta di conferimento della cittadinanza di Trani al PM dr. Antonino Di Matteo.
Vorremmo  nell'approssimarsi della venuta a Trani del magistrato poter portare in Consiglio la nostra proposta.
Per supportare la nostra richiesta  raccoglieremo le firme per la petizione con   un gazebo per domenica  mattina e pomeriggio 8 settembre in Via San Giorgio a Trani.

#IOSTOCONDIMATTEO

I portavoce del Movimento Cinque Stelle Trani
Vito Branà e Luisa di Lernia


20 ago 2019

FINALMENTE PARCOMETRI, MA QUANTO COSTANO VERAMENTE?


Cittadini, da qualche giorno abbiamo appreso la notizia che finalmente Trani avrà in dotazione 20 parcometri a seguito di una gara espletata con la formula "rent to buy", ovvero noleggio con opzione di acquisto.

I parcometri previsti per l’attuale fabbisogno della nostra città sono  43 totali e quindi riteniamo che sarà espletata un’altra gara per i restanti 23.

Dopo anni e anni di difficoltà per i cittadini e per i turisti  nel poter acquistare il “grattino” per la sosta e le numerose istanze in sede politica finalmente Trani si adegua ad avere questi apparecchi che ormai sono familiari in molte città della BAT e d’Italia anche meno note da un punto di vista turistico.

Tuttavia nel leggere la documentazione relativa al capitolato, in cui si definiscono i termini delle offerte da parte delle aziende partecipanti alla gara  ed il verbale della gara espletata, sorgono alcune domande a cui sarebbe utile trovare risposta al fine di chiarire ai cittadini la ragione di alcune scelte alla luce del fatto che sono i cittadini, con il pagamento delle  tasse, che rendono possibile l’acquisto od il noleggio dei parcometri, così come sempre grazie alle tasse dei cittadini è possibile svolgere determinati servizi pubblici.

Le domande a cui vorremmo fosse data risposta sono:
- Come mai abbiamo atteso tanti anni (4 dall’inizio di questa amministrazione) e solo ora si è provveduto a concretizzare la gestione in house del servizio dei parcometri?

- Appurato il ridotto costo di noleggio non sarebbe stato opportuno decidersi qualche anno fa anche e soprattutto al fine incrementare i ricavi della città e fornire un servizio degno sia ai cittadini che ai turisti?

- Non pare all’amministrazione  che con il sistema di “caccia al tesoro” dei grattini si sia  danneggiata l’immagine della nostra città considerata, per il servizio offerto e per le multe che sono state inflitte, una città “del medioevo"?

- Considerato che con la formula del Rent to buy abbiamo provveduto per 20 parcometri ad un prezzo per il noleggio con un ribasso di quasi il 90% rispetto al prezzo indicato, perché non si è provveduto per tutti i 43 previsti?

- Il bando di gara lascia alla discrezionalità dell’offerente se fornire  tutti apparecchi nuovi o revisionati, non era forse opportuno prevedere un prezzo differente per i diversi apparecchi,magari con un prezzo inferiore per quelli revisionati?

- La gara è stata aggiudicata alla ditta che ha offerto il maggior ribasso sul canone di noleggio ma se questo è stato il metro di paragone  non si poteva bandire una gara per il solo noleggio?

La domanda precedente risulta pertinente nella misura in cui, qualora l’Amet decidesse di esercitare l’opzione di acquisto il giudizio sulla miglior offerta non sarebbe più quello a favore della prima classificata ma bensì a favore della seconda.
Ossia facendo un rapido calcolo tra noleggio e acquisto il prezzo/costo stimato a parcometro ammonterebbe ad eur 6.319 per la prima classificata vincitrice della gara per un totale su 20 parcometri di oltre  eur 126 mila  mentre per la seconda classificata (che non si è aggiudicata la gara) pari ad eur 3.779 a parcometro per un totale di eur  75.580 ossia una differenza in più a favore di chi si è aggiudicata la gara di oltre 50 mila euro.

Se poi malauguratamente anziché fornire parcometri  nuovi fornissero apparecchi revisionati la spesa in modo non congruo aumenterebbe ad eur 6.399 per l’aggiudicatrice del bando e ad eur 4.177 a parcometro per la 2^ classificata. Anche qui una differenza da pagare in più a favore di chi ha vinto la gara rispetto a chi è arrivato 2^ di oltre 44.000 euro.

- Quindi come è stato valutata la miglior offerta?

- Viene inoltre da chiedersi in caso di acquisto chi e a quali costi farebbe la manutenzione ordinaria e straordinaria?

- Per l’istallazione sono previsti dei basamenti?  Chi e a quali costi dovrà realizzarli?
Per quel che riguarda la gestione ordinaria a chi sarà affidata? Se la gestione dei parcometri (es: svuotamento e del denaro) dovesse essere affidata agli ausiliari della sosta, gli stessi sono già formati?

Appare evidente che ci sono molti aspetti da chiarire soprattutto considerando l’ipotesi di acquisto a fine noleggio.

La nostra curiosità credo sia quella di tutti i cittadini onesti che pagano le tasse e che vorrebbero procedure e gare di appalto svolte con la massima chiarezza ed economicità poiché chi paga ha il diritto sacrosanto di avere chiari tutti gli aspetti della procedura e delle possibili implicazioni che da una gara potrebbero scaturire al fine di non trasformarsi  in maggiori costi e sperpero di denaro della collettività.

#noinonmolliamo #M5S

P.s.: Evidenziamo anche per i più pignoli che la società aggiudicataria della gara di fornitura a distanza di 10 anni la è la stessa risultante vincitrice anche oggi dopo 10 anni.

I portavoce Consiglieri Comunali di Trani
Luisa Di Lernia e Vito Branà


4 ago 2019

Il fine giustifica i mezzi e... il cattivo esempio.

Il fine giustifica i mezzi e... il cattivo esempio. 

Il fine è la propaganda.

Propaganda di questa amministrazione che sta sfoderando tutte le armi  per  dare visibilità a solo ció che é forma dimenticando la sostanza.
Il mezzo é utilizzare tutto ciò che si puó e anche quello che non si può.
Tutto quello che c'é ma ache quello che non ci dovrebbe essere in base alla legge.
Un roof garden (furbescamente così é stato definito) abusivo é una cosa illecita.
Una istallazione abusiva  conclamata da una sentenza del tribunale amministrativo
e confermato dal Consiglio di Stato é un illecito che va eliminato per ripristinare lo stato di diritto.
Cosa pensereste di un amministrazione comunale che sfrutta anche le opere illecite, consapevolmente?
Un illecito su cui c'é un ordinanza comunale di rimozione.
Un illecito per cui non si sta procedendo  contro chi non adempie all'ordinanza di rimozione.
Ebbene tutto questo é secondario, trascurabile é solo il mezzo per sfruttare cose lecite e illecite, quello che conta é apparire, farsi belli, sfruttare la risonanza dei media. 

Ma se il fine giustifica i mezzi cosa penseranno i cittadini onesti osservanti delle leggi e che vorrebbero una città migliore, priva di abusivismi?
Cittadini che vorrebbero vedere puniti e sanzionati chi ha commesso un illecito.
Vorrebbero veder obbligato chi fa abusivismo a  riportare lo stato dei luoghi secondo la legalità.
Se il  sindaco di questa città anziché dare l'esempio e rifiutarsi di frequentare luoghi non leciti, li sfrutta per "apparire"  agli elettori cosa penserà l'opinione pubblica? 
E che valore ha lamentarsi del comportamento di alcuni cittadini che non rispettano le regole se poi gli esempi da seguire non brillano per coerenza?
Le regole non osservate da alcuni cittadini come quelle sui rifiuti ad esempio, valgono al pari dell'inosservanza delle regole edilizie e l'ira dei nostri amministratori e i loro richiami dovrebbero essere equivalenti per tutti i cittadini che non rispettano le regole.
Chi rappresenta la città di Trani non ha avuto un comportamento irreprensibile e l'esempio dato non puó essere a nostro parere un esempio a cui ispirarsi da parte dei tantissimi elettori onesti che vorrebbero la loro città non piegata alle logiche del profitto da parte di alcuni imprenditori senza scrupoli, che mirano solo al proprio tornaconto personale calpestando, senza timore,  la legge .
L'esempio e la coerenza da parte del primo cittadino dovrebbero essere per gli elettori e per tutti i cittadini le cose a cui guardare, nell'orientare le proprie scelte politiche.
Un cittadino, un onesto cittadino, vorrebbe che chi lo amministra dia il buon esempio. E per noi il cattivo esempio non fa parte dei valori e della serietà di una qualsiasi persona figuriamoci di un sindaco.
Ora cittadino onesto ci rivolgiamo a te affinché alle prossime elezioni tu sia cosciente di chi ti amministra e così possa fare le tue scelte.


                                       I portavoce del Movimento Cinque Stelle
                                                     Luisa Di Lernia e Vito Branà