Foto dall'Isola (Ecologica)

La situazione emergenziale dei rifiuti a Trani

SVEGLIA TRANESI, STANNO DISTRUGGENDO AMET

Il silenzio del nuovo Amministratore Delegato di AMET

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8 mag 2020

IL PROGETTO E’ NEL CASSETTO?


IL PROGETTO E’ NEL CASSETTO?


Era il lontano 15 dicembre 2017 quando la Giunta comunale approvava il progetto dell’Ing. Michelangelo Caruso per la realizzazione di un  Centro Comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani quale candidato a partecipare  alla manifestazione di interesse regionale del Programma Operativo Regione Puglia 2014-2020 I'Asse VI, inerente I'ambiente e la promozione delle risorse naturali e culturali.

Nell'azione 6.1 del predetto programma sono previsti:" Interventi per I'ottimizzazione della gestione dei rifiuti urbani" volti ad  incentivare i migliori modelli e strumenti per aumentare le percentuali di raccolta differenziata attraverso la riorganizzazione del servizio di raccolta in modo da ridurre drasticamente le quantità di scarti da avviare allo smaltimento in discarica.

Così tra le attività da realizzare con la suddetta azione rientra  anche  la creazione di un adeguata rete di centri comunali e/o intercomunali di raccolta rifiuti differenziati.

Quindi era già dal 2017 che era pronto il progetto per la partecipazione al bando.

Così come, per quel che riguarda la raccolta differenziata, già dall’ottobre del 2017, ossia quasi 2 anni e mezzo fa,  con Delibera n. 61 del 27 ottobre 2017 il Consiglio Comunale aveva approvato il Piano esecutivo dei servizi di igiene urbana, che prevedeva  la estensione del servizio di raccolta dei rifiuti domiciliare c.d. "porta a porta" sull'intero territorio Comunale.

Sappiamo quale è, ad oggi, a distanza di quasi 2 anni e mezzo, la percentuale di raccolta differenziata. La percentuale media nel 2019  a Trani è stata del 26% contro una percentuale media della Regione Puglia pari a quasi il 55% in linea con la media nazionale.

Quindi se tanto mi da tanto riteniamo che così come risulta accantonata per più di 2 anni e mezzo la realizzazione della raccolta differenziata con il metodo porta a porta abbiamo il timore che stessa sorte sia toccata alla presentazione del progetto per la realizzazione del Centro di raccolta differenziata dell’Ing. Caruso, per la partecipazione al Bando Regionale.

Non riteniamo trascurabile inoltre evidenziare che, una spesa legittimamente  sostenuta da tutti quei cittadini che pagano le tasse che risulta propedeutica alla realizzazione di un  progetto, non può essere  accantonata non dando seguito alla realizzazione dell’opera per incuria o trascuratezza. Noi pensiamo che i soldi della comunità non debbano essere sperperati ma che vadano perseguiti gli obiettivi e mantenute le promesse, soprattutto quelle fatte in campagna elettorale. Ci accorgiamo però purtroppo che molte opere annunziate poi sono rimaste solo vane e costose promesse e soprattutto che le tantissime occasioni offerte dai Bandi Regionali e dai Fondi Europei non vengono sfruttate. Per alcune poi ti accorgi che vi  è una velocità particolare nella loro realizzazione  e guarda caso spesso dietro ciò vi è un interesse  particolare e privilegiato che ne trarrebbe vantaggio.

Abbiamo inviato una interrogazione a risposta scritta al Sindaco, all’Assessore all’Ambiente e al Dirigente all’Urbanistica chiedendo se hanno  presentato  o intendano presentare il progetto o altri intereventi  finalizzati alla realizzazione di nuovi centri comunali (isole ecologiche)  per la raccolta differenziata dei rifiuti, così come indicato nel bando sopra indicato.

Abbiamo quindi evidenziato che la regione Puglia ha prorogato al 15/06/2020 i termini per la richiesta del finanziamento alla  Regione Puglia  pubblicato  nel Bollettino Ufficiale con d.d. n. 58 del 23.04.2020.

Riteniamo che la partecipazione al bando sia un atto dovuto sia per la spesa già sostenuta per la progettazione sia per dotarsi di un moderno centro di raccolta differenziata più funzionale, meglio organizzato e più efficiente rispetto a  quello già presente a Trani anche nella speranza che possa meglio servire le esigenze che si renderanno necessarie con l’avvio della raccolta differenziata porta a porta.
I portavoce del Movimento Cinque Stelle Trani
Luisa Di Lernia e Vito Branà

1 mag 2020

I BENI DELLA MAFIA

I BENI DELLA MAFIA


Utilizzare i beni della Mafia? Ora si può.
Gli immobili della criminalità organizzata possono essere utilizzati per fini sociali, culturali, a vantaggio della collettività?
Ebbene si. Grazie al Bando POR Puglia INTERVENTI PER LA DIFFUSIONE DELLA LEGALITA’ - Azione 9.14 POR FESR-FSE 2014-2020 è possibile presentare progetti per la riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata che con decreto dell’ANBSC (Agenzia Nazionale per la gestione  e amministrazione dei Beni Sequestrati e Confiscati)  sono stati trasferiti nel patrimonio indisponibile dei Comuni.
In base ai dati aggiornati al 20/04/2020 i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata in Puglia trasferiti ai comuni sono 1530.
Abbiamo inviato all'amministrazione comunale di Trani una interrogazione a risposta scritta in cui chiediamo se, al comune di Trani, sono stati trasferiti i predetti beni immobili, di fornirci un elenco degli stessi  e se erano stati realizzati e presentati dei progetti per il loro utilizzo per i fini previsti dal Bando. Riteniamo doveroso attivarci fin da ora affinchè si possa prima del 31/05/2021, data di scadenza della presentazione dei progetti, non farsi trovare impreparati.
In periodi non semplici come quello che stiamo  attraversando, i bisogni della popolazione meno abbiente sono quelli primari. Tuttavia è fondamentale già da ora programmare ed avere la disponibilità di nuovi spazi e di nuove strutture che soddisfino le esigenze di carattere sociale  e culturale  per il post  periodo di emergenza sanitaria.
Queste diventeranno una priorità per dare un aiuto concreto a tutte  quelle famiglie che non avranno le disponibilità per consentire ai loro figli, ai minori, agli anziani, alle categorie più fragili, di soddisfare  i bisogni di carattere sociale e culturale, con attività sportive, ludiche, artistiche, formative ecc. ecc.
La politica di coesione europea tende appunto a questo a fare in modo che le realtà meno sviluppate economicamente e che hanno quindi anche svantaggi socio-culturali possano, grazie ai Fondi Europei  raggiungere i livelli dei Pesi Europei più sviluppati.
Auspichiamo quindi che l'Amministrazione Bottaro dia il giusto rilievo e la giusta importanza a questi obiettivi al fine di invertire il trend negativo di tutto il Sud Italia che ha una carenza nello sfruttare in maniera adeguata tutte le risorse messe a disposizione dall'Europa, dal Governo centrale e dalla Regione Puglia per consentire uno sviluppo adeguato sia dal punto di vista economico che da quello socio culturale.

I Portavoce del Movimento Cinque Stelle Trani
Luisa Di Lernia e Vito Branà

23 apr 2020

Basta black out


Basta black out

Smart Grid così si chiama la rete intelligente composta da un insieme di reti elettriche e di tecnologie che, grazie allo scambio reciproco d’informazioni, permettono di gestire e monitorare la distribuzione di energia elettrica da tutte le fonti di produzione e soddisfare le diverse richieste di elettricità degli utenti collegati, produttori e consumatori in maniera più efficiente, razionale e sicura.

Il concetto di Smart Grid nasce e si sviluppa in Europa  nel 2016 come rete elettrica in grado di integrare in modo intelligente le azioni di tutti gli utenti collegati  per fornire in modo efficiente forniture elettriche sostenibili, economiche e sicure.
Chi produce e chi utilizza energia non saranno due figure distinte e separate ma con la Smart Grid nasce  il prosumer ossia il consumatore sarà anche produttore e viceversa.

Dato che le fonti rinnovabili non sono programmabili, gestire sistemi di generazione distribuita di energia richiede anche una “intelligenza” che si manifesta nella gestione del sistema elettrico complessivo così da consentirgli di gestire a livello locale eventuali surplus di energia redistribuendoli in aree vicine, prevenendo o riducendo al minimo un’interruzione potenziale.

La rete intelligente, a differenza della rete tradizionale che segue un modello di generazione centralizzata di energia che dalle grandi centrali viene veicolata nelle reti di trasmissione, prevede la presenza di sistemi di generazione distribuita. Essi sono sistemi di produzione di elettricità, sotto forma di unità di piccola produzione, come possono essere gli impianti fotovoltaici residenziali o aziendali o piccole centrali a biomassa, allacciati direttamente alla rete elettrica di distribuzione.
Grazie alle reti intelligenti si potrà accogliere una quota maggiore della produzione da rinnovabili, garantendo una gestione affidabile della rete e quindi esse aiuteranno lo sviluppo delle rinnovabili.

Le esigenze attuali sempre più diffuse infatti sono di un aggiornamento dei sistemi che consentano di gestire la produzione periferica di energia elettrica. Quella in special modo proveniente da impianti fotovoltaici e di piccoli produttori locali.
Questo al fine di evitare situazioni in cui la produzione periferica sia eccessiva o insufficiente rispetto ai consumi

Le Smart Grid  sono appunto l’evoluzione dei vecchi sistemi. Esse contribuiscono a ridurre i tempi di interruzione elettrica, permettendo di migliorare la continuità del servizio, migliorare la sicurezza del sistema mediante una gestione più efficace e puntuale delle risorse connesse alla rete, permettendo l’aumento della quantità di generazione distribuita connessa alla rete senza compromettere la qualità della fornitura.
Permettono di offrire una risposta più rapida ad eventuali imprevisti e di svolgere ricerche di guasto molto evolute, rapide e in modo automatizzato, minimizzando i tempi di fuori servizio.

Per comprendere la sempre maggior importanza e  necessità di Smart Grid basti pensare che  negli ultimi dieci anni siamo passati da qualcosa come settemila impianti di generazione elettrica a più di 700mila fino ad oggi. Questo totale comprende le grandi centrali a carbone da 1000 a 2000 MW ma anche il piccolo impianto fotovoltaico da 3 kW da residenziale.
 Trani: Amet, oltre due milioni di euro di bollette non incassate ...La nostra città quindi attraverso l’azienda municipalizzata tranese, l’AMET , avrebbe tutto l’interesse e la necessità di dotarsi di questo nuovo sistema di Smart Grid. L’incentivo delle fonti rinnovabili ha tantissimi vantaggi  tra i quali oltre che la  riduzione dell’inquinamento anche la possibilità di  poter sopperire al fabbisogno energetico con la produzione locale di energia senza dover ricorrere  a forniture di idrocarburi provenienti dall’estero o peggio ancora dalla trivellazione dei nostri fondali marini.

La possibilità di poter usufruire di Fondi europei per la costruzioni delle Smart Grid quindi riteniamo possa essere soprattutto in questo periodo un occasione da cogliere al volo.
Abbiamo segnalato la proroga di un Bando Regionale che grazie a Fondi Europei potrebbe arrivare a finanziare la realizzazione  di Smart Grid da un minimo di eur 250.000 con dotazione di eur 25.000.000.

Con determina Dirigenziale n. 39 del 16/03/2020 il Dipartimento dello Sviluppo Economico, della Regione Puglia ha prorogato al 27/05/2020 i termini di presentazione dei progetti per la creazione di Smart Grid ai sensi del POR Puglia 2014-2020 “Asse IV Energia sostenibile  e qualità della vita”, Azione 4.3 “interventi per la realizzazione di sistemi intelligenti di distribuzione di energia”
Analoghe agevolazioni sono state previste dal Bando Smart Grid emanato dal MISE con possibilità di presentare le domande  dal 21 luglio  al 22 agosto 2020  rivolto ai concessionari del servizio pubblico di distribuzione dell’energia elettrica operanti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Nei bandi si prevede che possono accedere alle agevolazioni i concessionari del pubblico servizio di distribuzione dell'energia elettrica delle regioni Basilicata, Calabria Campania, Puglia e Sicilia, anche a partecipazione pubblica.

Auspichiamo quindi che l’amministrazione non si lasci sfuggire questa grossa opportunità di poter usufruire di un contributo europeo per finanziare un progetto che consideriamo fondamentale sia per le ragioni sopra evidenziate, ma anche per poter ammodernare la rete elettrica di MT e BT ormai inadeguata che da troppo tempo genera disservizi alla cittadinanza rilanciando così la nostra Azienda municipalizzata di distribuzione dell’energia elettrica sotto l'attenta guida di amministratori e dirigenti capaci e competenti.

I Portavoce del Movimento Cinque Stelle Trani
Luisa Di Lernia e Vito Branà

10 nov 2019

NEANCHE ALL’INFERNO SENZA SANTI IN PARADISO

NEANCHE   ALL’INFERNO SENZA  SANTI IN PARADISO

Questa è la riflessione che ci viene riportata dai cittadini allorchè si imbattono nell’ufficio Anagrafe per il rinnovo della Carta d’identità. 
Il Comune di Trani è obbligato dal primo gennaio 2019 ad emettere la CIE Carta d’identità elettronica. 
La CIE a differenza della carta d’identità tradizionale è una tessera di forma rettangolare molto simile ad una carta di credito o alla patente. Ma non è soltanto l’aspetto ad essere cambiato: oltre ai dati anagrafici e alla foto in formato digitale, nella Carta d’Identità Elettronica sarà possibile inserire una serie di informazioni in più.
Il nuovo documento d’identità conterrà infatti anche il codice fiscale dell’intestatario, le impronte digitali e gli estremi dell’atto di nascita.
I cittadini che richiederanno il rilascio della CIE potranno inoltre aggiungere alla memoria del microchip elettronico anche la volontà di essere donatore di organi, la propria tessera elettorale e l’abilitazione all’utilizzo dei servizi della Pubblica Amministrazione mediante l’inserimento della propria firma digitale.
L’obiettivo, secondo il piano nazionale di e-government, è quello di trasformare la carta d’identità nello strumento di accesso telematico non solo dei servizi del proprio Comune ma di tutta la Pubblica Amministrazione.
Ma per richiedere la nuova carta d’identità si dovrà prendere un appuntamento attraverso internet collegandosi al portale per fissare la data in cui, previa presentazione del vecchio documento (se trattasi di rinnovo) e di foto tessera su supporto USB, si potrà richiedere l’emissione di una nuova carta.
Tutto molto all’avanguardia e diremmo quasi spettacolare ma a questo punto viene il bello. 
Abbiamo infatti ricevuto diverse segnalazioni che su prenotazioni fatte ai primi di novembre 2019 viene fissato l’appuntamento ai primi di marzo 2020 ossia 4 mesi.
Sembra quasi che ci sia una competizione tra chi gestisce la sanità pugliese e chi gestisce i servizi anagrafici del Comune di Trani  per quel che riguarda la durata dei tempi di attesa. Il nostro timore che, non prendendo nell’immediato gli opportuni provvedimenti, i tempi di attesa per un appuntamento con l’ufficio anagrafe saranno gli stessi se non in alcuni casi anche superiori per chi chiede un esame diagnostico o una visita specialistica tramite il CUP sanitario.
Non sappiamo per giunta se, per le persone che non hanno un'adeguata alfabetizzazione informatica, vedi ad esempio alcuni anziani, si fornisca un supporto per inoltrare la richiesta di prenotazione. 
Comprendiamo che il futuro va nella direzione della sempre maggior informatizzazione ma il presente impone un livello essenziale di servizi e di uffici accessibili e funzionali per il cittadino.
Interpellati gli uffici comunali ci è stato riferito che i ritardi derivano da una carenza di personale tanto che la prenotazione in Comune risulta sospesa e si chiede
ai cittadini di arrangiarsi da soli e, tramite internet, prenotarsi al link : agendacie.interno.gov.it. 

Riteniamo essere un servizio fondamentale il poter fornire al cittadino, in tempi ragionevoli, la carta d'identità o il suo 
rinnovo prima che  questa scada. Ossia gli stessi tempi in cui c'era ancora la tessera cartacea. 
Suggeriamo quindi, la destinazione di più personale a supporto di tutti gli uffici dell'anagrafe, che lamentano scadenze impellenti per fine anno,  e l'incremento di maggiori risorse a questo destinate.
Viene spontanea peró una domanda, ma non é che anche qui funziona come nella sanità pubblica? Ossia i tempi per i poveri cristi sono quelli sopra riportati  a meno che … tu non sia … in quel caso … come nella sanità… non c’è appuntamento che tenga. 
I disagi quindi per chi avrà i propri documenti d’identità in scadenza nei prossimi giorni saranno notevoli e in alcuni casi si potrebbe rischiare di non poter partire o comprare un biglietto aereo, pensiamo soprattutto a chi é costretto a viaggiare per motivi di salute o per lavoro, in quanto il proprio documento risulta scaduto e si costringerà i cittadini a rimanere “ostaggi” del proprio Comune per la cattiva gestione o la scarsa organizzazione. 
Ai cittadini invece, suggeriamo, al fine di evitare i disagi  e in attesa di tempi migliori, di prenotare con almeno 4 mesi di anticipo il rinnovo o l'emissione del documento. 
Lasciamo ai cittadini le loro personali considerazioni sperando che questa amministrazione prenda nell'immediato gli opportuni provvedimenti. 

I Portavoce del Movimento Cinque Stelle Trani 
Luisa Di Lernia  e Vito Branà

5 nov 2019

DOTTO' , UN CAFFE'?!

DOTTO', UN CAFFE'?!

Sono ormai diversi anni che i parcheggiatori abusivi prosperano ed hanno sotto controllo le zone più critiche e turistiche di Trani.

Ci riferiamo principalmente alle zone del Tribunale e del Castello di Trani, a Piazza Trieste, a Largo don Angelo Pastore  zona "terra rossa", a Viale Padre Pio  e Via  E. Fusco nei pressi del Comune.

L’Amet ha ultimamente istallato le colonnine per il pagamento del parcheggio anche in quelle zone per superare il problema dei mancati  ricavi dovuti alla mancanza di grattini.

Ci sono giunte segnalazioni, invece che proprio in quei luoghi della città l’illegalità regna sovrana e i parcheggiatori abusivi non hanno ceduto di un millimetro sia nelle ore diurne, quando come ad esempio nella zona del Tribunale  la piazza è frequentata da avvocati e altri utenti, sia nelle ore serali nelle quali quella zona diventa cruciale per la movida notturna.

Questi luoghi pare siano controllate da abusivi che  con modi “molto convincenti”, incassano dagli automobilisti il parcheggio riducendo così le  colonnine per il pagamento della sosta ad oggetti di arredo urbano.

Non ci stupiremmo inoltre se li stessi abusivi percepissero, indebitamente,
forme di sostegno del reddito come ad esempio il reddito di cittadinanza, il REI o l' ASpI.

Non comprendiamo quindi il motivo per il quale, ancora oggi, sembrerebbe consentito a chi viola la legge, di poter agire indisturbato provocando danni  e mancati introiti nelle casse comunali.

Non sono state adottate, in questi anni, politiche indirizzate all’incremento delle aree destinate ai parcheggi o, sarebbe stato ancora meglio, una riprogettazione del piano del traffico e delle aree di parcheggio. Oggi, sempre di più si avverte la necessità di recuperare il parcheggio sotterraneo di Piazza XX Settembre .

Anche i responsabili dell’Amet, gestore delle colonnine dei parcheggi,  potrebbero e secondo noi dovrebbero, attivarsi per segnalare la situazione  alle forze dell’ordine in quanto i soldi sottratti al pagamento regolare della sosta sono soldi sottratti alla nostra comunità.
A questo proposito  invitiamo il Comune di Trani  quale socio unico ad attivarsi per tutelare un interesse della collettività, soprattutto alla luce dei dati pubblicati relativi alla grossa mole di crediti, circa 10 milioni di euro non riscossi da Amet, relativi al servizio di fornitura dell’energia di passati esercizi.
Riteniamo infatti che  le scelte degli amministratori dovrebbero a nostro parere essere  orientate per perseguire tali interessi collettivi e non quelli dei singoli.

Abbiamo, in diversi nostri precedenti interventi, evidenziato come da parte di questa amministrazione non pare ci sia stata un' adeguata attenzione e vigilanza su chi, in barba alle norme di legge, commette abusi  a vantaggio proprio e in danno delle entrate comunali , del generale decoro urbano, e quindi in danno di tutti i cittadini onesti e rispettosi delle regole.

Invitiamo l’amministrazione comunale, anche se tardivamente, ad attuare tutte le azioni di competenza coordinandosi con la Prefettura, la Questura e le Forze dell’Ordine, affinché si possa eliminare questa situazione di abusivismo diffuso.
Siamo convinti che non agire a difesa della legalità, è paragonabile ad essere complici di un atto illegale e non vorremmo che i cittadini, quelli onesti, possano pensare questo relativamente a chi dovrebbe agire e stranamente non fa nulla al riguardo.
I portavoce del Movimento Cinque Stelle 
Luisa Di Lernia e Vito Branà