12 mar 2015

Quanto costa la "competenza"?



Com'è la storia?
Bisogna votare loro perché sono “competenti”?
Perchè sono “preparati”, e ancora perché “conoscono la macchina amministrativa”?
Sì, ci capita di ascoltare anche tali idiozie in questo periodo.
I “competenti” che in questi anni hanno amministrato la Nostra Città, da destra a sinistra, ora raccontano, come se nulla fosse, di essere in grado di farlo ancora.
Dio ce ne scampi!

Di quante dimostrazioni quotidiane abbiamo bisogno per capire che devono andare tutti a casa, a testa bassa e chiedendo scusa?

Non prima però, di aver reso conto della loro malamministrazione a noi cittadini.

Prendiamo il caso raccolta differenziata: è stata oggi revocata dal Commissario per mancanza di risorse economiche, strumentali e di personale.
Ma come?
Raccontavano che andava tutto bene, che non c'erano problemi, al punto che si lanciavano in elargizioni di premi di produzione (120.000 euro lordi in due), terminavano i loro incarichi con dichiarazioni autocelebrative, e infine si riciclavano (loro sì) in nuovi ruoli e con nuove vesti.
E allora, adesso che l'Amiu dichiara di essere in mutande, che facciamo?

Quello in foto è l'IBAN di AMIU SPA.
Sarebbe onesto (della parola ONESTA' stanno davvero abusando...) che gli “illustri competenti”, dinanzi alla prova provata della loro inettitudine, versino volontariamente almeno una parte, solo una piccola parte, di quanto percepito a titolo di amministratori della cosa pubblica, al fine di contribuire all'avvio del servizio di raccolta differenziata, indispensabile sia per un minore impatto ambientale del ciclo dei rifiuti che per un risparmio in termini di tasse versate dai cittadini.
Gli ultimi Sindaci.
Gli ultimi Assessori all'Ambiente.
I Consiglieri componenti le ultime Commissioni Ambiente.
L'ultimo Direttore Generale (davvero è candidato Sindaco?).
Gli ultimi Amministratori di Amiu.
L'attuale Direttore Tecnico di Amiu (per questa carica è difficile andare a ritroso nel tempo per ricordare chi l'ha preceduto).

Versamento (decidano loro l'entità), scuse pubbliche e poi via.

Non si scherza con la pazienza dei Tranesi per bene.

E soprattutto con il futuro dei nostri figli.

 

Manlio Pertout