25 set 2013

Tanto rumore per... COGNETTI - di Massimo Raccah



Cognetti, il consigliere comunale, va via da un gruppo, di cui non si è mai capito per la verità il senso, se ha un progetto, se è destinato a campare o a perire in un qualche battaglia elettorale.
La cosa, a quanto pare, interessa parecchio gli utenti da casa, divisi in legittimi commentatori-no perditempo, e attivisti da tastiera, statisti da poltrona a e gruppi d’assalto in pigiama e pantofole. Fin qui, nulla di nuovo sotto il sole. Ma la vera, curiosa novità è che hanno quasi tutti ragione.
Ha ragione chi gli suggerisce di dimettersi, se non crede più nel progetto del suo gruppo; dopotutto è stato eletto sulla base del programma proposto dal suo partito. Magari ce lo spiegassero pure, qual è il programma, ma la sostanza non cambia. Giusto.
Ha ragione chi dice che il consigliere Cognetti ha fatto bene, perché, dopotutto, il suo leader lo ha deluso profondamente, con la sua continua ricerca di un posto al sole, senza concretizzare il programma. Giusto.
Ha ragione chi dice che il consigliere è roba preziosa in piena campagna acquisti: con 'sti chiari di luna, meglio non farsi trovare impreparati ad una sfiducia dell’amministrazione. Giusto.
Ha ragione chi dice che il consigliere sta là perché ci deve stare, perché lo hanno votato e basta. Giusto.
Ha ragione chi sostiene che ora finalmente potrà pensare per il bene della comunità: giusto, per il male non c’è bisogno di pensare.
Ha ragione chi dice che, alla fine, non abbiamo ancora capito niente. Giustissimo, promosso.
Egregio consigliere, ci aiuti a capire. Considerando che qui, gli unici a non aver ragione, siamo rimasti io e lei.